Schroders Global Investor Study 2020: il 41% degli italiani vuole l’Esg

ET.Pro
13 Ott 2020
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Il 41% degli italiani ha già scelto di abbracciare la sostenibilità e investe “sempre” o “spesso” in fondi attenti ai criteri Esg, contro un 36% che dichiara di prestare attenzione al tema “occasionalmente” e un 24% “raramente” o “mai”. Il dato emerge dallo Schroders Global Investor Study 2020 che ha coinvolto oltre 23mila investitori in 32 Paesi. Lo studio porta alla luce un ritardo dell’Italia rispetto alle percentuali europee e globali. In Europa infatti gli investitori scelgono gli investimenti sostenibili sempre/spesso nel 44% dei casi, occasionalmente nel 35% e raramente/mai nel 21%, mentre a livello globale le medie sono rispettivamente del 47%, 35% e 18 per cento.

Per quanto riguarda i motivi per cui gli investitori guardano con interesse agli investimenti sostenibili, lo studio rivela che il 40% degli investitori italiani (42% il dato globale, 39% quello europeo) li sceglie perché percepiti come potenzialmente più redditizi, mentre il 47% degli investitori, sia italiani sia internazionali, cita come motivazione l’impatto positivo sull’ambiente.

Un altro tema indagato dallo studio riguarda la coerenza con i principi personali nelle scelte di investimento. In questo contesto l’82% degli investitori italiani ha dichiarato di non essere disposto a investire andando in contrasto con i propri principi personali, nemmeno per beneficiare di rendimenti potenzialmente più elevati: la percentuale più elevata dopo la Cina (90%) e a pari merito con il Portogallo (82%). All’opposto, i più inclini a investire in contrasto con i propri valori pur di ottenere rendimenti più elevati sono gli investitori negli USA, a Singapore e in Tailandia.

Emerge anche un crescente interesse, per gli investitori italiani, sui temi della sosteniilità: il 66% richiede informazioni sugli investimenti sostenibili ai propri consulenti, rispetto una media globale del 65% e una media europea del 61 per cento. I Millennial (i nati tra l’81 e il 96) si confermano la fascia d’età più interessata a comprendere meglio questo tipo di investimenti. In Italia ben il 77% afferma di aver chiesto informazioni al proprio consulente finanziario, contro il 67% della Generazione X (i nati tra il 65 e l’80) e il 59% dei Baby-boomer (i nati tra il 46 e il 64). La tendenza è simile, ma con un livello di interesse minore, sia a livello globale (70% dei Millennial, 67% della Generazione X e 57% dei Baby-boomer), sia a livello europeo (63% dei Millennial, 59% della Generazione X e 56% dei Baby- boomer).

Infine, in Italia, nel 51% dei casi sono gli investitori a richiedere informazioni al proprio consulente in merito agli investimenti sostenibili (45% a livello globale, 48% in Europa), mentre nel 14% dei casi sono i consulenti a prendere l’iniziativa e a fornire maggiori informazioni su questo tipo di strumenti (16% a livello globale, 18% in Europa).

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