Il Parlamento la propone per investitori professionali

Sfdr 2.0, un passo verso esclusione dei Fia

15 Set 2026
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La posizione approvata da Econ introduce un opt-out per i Fia venduti esclusivamente a investitori professionali. Eurosif e ShareAction criticano la scelta, mentre Efama la considera necessaria per mantenere proporzionato il quadro. WWF: «Non tutti gli investitori professionali hanno le risorse per valutare le credenziali Esg»

La commissione per gli Affari economici e monetari (Econ) del Parlamento europeo ha approvato lo scorso 10 settembre il proprio mandato negoziale sulla revisione del Sfdr. Il testo è passato con 37 voti favorevoli, 9 contrari e 4 astensioni, e dovrà ora essere sottoposto al voto della plenaria del Parlamento europeo, atteso per ottobre, prima dell’avvio dei negoziati con Consiglio e Commissione europea.

L’esclusione dei Fia (Alternative Investment Funds ) destinati esclusivamente agli investitori professionali è uno dei punti più controversi.

Il testo approvato prevede infatti un’esenzione dal campo di applicazione del Sfdr per gli investitori professionali e, nell’ambito dei prodotti alternativi, la possibilità per i Fia commercializzati esclusivamente a questa clientela di ricorrere a un opt-out.

Il Parlamento conferma inoltre il passaggio a un sistema basato sulle tre categorie Sustainable, Transition ed ESG Basics. L’obiettivo generale della revisione è rendere le informazioni più semplici e comparabili per gli investitori e ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori.

EUROSIF: «RISCHIO DI FRAMMENTAZIONE»

A contestare l’impostazione è innanzitutto Eurosif, secondo il quale l’esenzione rischia di frammentare il mercato e di lasciare gli investitori professionali privi di informazioni rilevanti sulla sostenibilità. L’associazione chiede quindi che, qualora l’opt-out venga mantenuto, sia almeno preservata la salvaguardia introdotta dalla commissione Econ: i prodotti che scelgono l’esenzione non potranno utilizzare termini legati alla sostenibilità nei nomi e nei materiali di marketing.

La posizione si inserisce nelle più ampie critiche di Eurosif al testo approvato dalla commissione. L’associazione riconosce alcuni miglioramenti, tra cui il rafforzamento dei Pai a livello di prodotto, ma ritiene che rimangano «significant gaps» da affrontare durante i triloghi.

WWF: «NON TUTTI I PROFESSIONALI SONO GRANDI ISTITUZIONI»

Ancora più critica la posizione di Wwf, secondo cui il voto della commissione Econ riduce il perimetro del Sfdr e indebolisce i requisiti della categoria Transition.

Secondo l’organizzazione, l’impostazione sembra presupporre che gli investitori professionali siano sempre grandi istituzioni con team di esperti in sostenibilità in grado di valutare in modo indipendente le credenziali di sostenibilità. In pratica, spesso non è così. Gli investitori professionali possono essere anche piccoli fondi pensione locali, molti dei quali si affidano a standard comuni come l’Sfdr perché non dispongono delle risorse necessarie per verificare le dichiarazioni di sostenibilità.

SHAREACTION: «SEGNALI CONTRASTANTI»

Anche ShareAction legge nel voto dell’Econ segnali contrastanti. L’organizzazione riconosce il rafforzamento della trasparenza sulle modalità con cui gli investitori esercitano la propria attività di stewardship ed engagement, ma contesta, tra gli altri elementi, proprio la possibilità per le società che creano fondi di investimento alternativi destinati a investitori professionali di escludersi completamente dal sistema di categorizzazione dei prodotti, con possibili conseguenze sulla fiducia degli investitori nei prodotti legati alla sostenibilità.

«Con i negoziati del trilogo alle porte, i responsabili politici devono garantire un quadro chiaro che ispiri fiducia nei consumatori e li incoraggi a investire nella transizione europea – ha dichiarato Emily Ahmed, senior EU policy manager di ShareAction -. In definitiva, è in gioco la capacità dell’Ue di convogliare capitali a sostegno di un’economia più resiliente, competitiva e sostenibile».

EFAMA: «PRAGMATICA E FUNZIONALE»

Di segno opposto invece la valutazione dell’industria europea del risparmio gestito. Efama ha definito la posizione del Parlamento «pragmatica» e «workable». L’associazione dell’industria del risparmio gestito considera infatti positivamente l’introduzione di un sistema di esclusione per i Fia venduti esclusivamente a investitori professionali, ritenendolo necessario per mantenere il quadro normativo proporzionato.

Efama ha accolto con favore anche la possibilità di utilizzare le obbligazioni sovrane nella categoria Transition, fino al 15% degli asset ammissibili, elemento che secondo l’associazione riflette più fedelmente il modo in cui i portafogli vengono gestiti nella pratica.

VERSO I TRILOGHI

Il voto della commissione Econ non chiude quindi la revisione del Sfdr. Il prossimo passaggio sarà il voto della plenaria del Parlamento europeo, atteso, come anticipato, a inizio ottobre. Se la posizione verrà confermata, potranno iniziare i negoziati con Consiglio e Commissione, che dovranno portare alla definizione del testo finale.

Noemi Primini

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