L'iniziativa di attivismo degli azionisti

ShareAction, tracker su dietrofront banche

23 Gen 2026
Notizie SRI Finance Commenta Invia ad un amico
L'organizzazione, assieme a Pirc, ha sviluppato un tracker che monitorerà se le 34 maggiori banche del mondo stanno indebolendo le loro strategie climatiche. In caso di marcia indietro o annacquamento, sarà pubblicata una raccomandazione di voto contro il cda nelle assemblee annuali degli azionisti

Gli impegni climatici delle banche sono da tempo nel mirino di ShareAction, ora però lo saranno anche i passi indietro e le promesse non mantenute. L’organizzazione non profit britannica, che si propone di migliorare il comportamento delle società sulle questioni ambientali, sociali e di governance (Esg), ha lanciato un tracker per monitorare se le maggiori banche del mondo stanno indebolendo le loro strategie climatiche. Lo strumento è stato sviluppato in collaborazione con la Pensions & Investment Research Consultants (Pirc), la più grande società di consulenza indipendente in materia di governance aziendale e di consulenza agli azionisti in Europa.

Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 433 “Clima, ShareAction traccia gli impegni delle banche”), il tracker monitorerà le 34 maggiori banche del mondo, concentrandosi specificamente sulle policy di finanziamento dei combustibili fossili delle banche e sugli obiettivi di decarbonizzazione del settore. Il monitoraggio metterà in luce se policy, obiettivi e impegni sono stati ridimensionati da una pubblicazione dei bilanci annuali all’altra. Ma l’iniziativa non finisce qui. I risultati del monitoraggio informeranno poi le raccomandazioni di voto di ShareAction in vista delle assemblee generali degli azionisti, con l’organizzazione impegnata in un lavoro di engagement con gli investitori affinché usino il voto per arginare la marcia indietro sul clima del settore bancario.

Sul sito dell’iniziativa, ShareAction spiega di aver osservato preoccupanti passi indietro sul clima da parte di alcune delle più grandi banche del mondo negli ultimi due anni, tra cui l’abbandono di obiettivi climatici e della Net Zero Banking Alliance, e l’annacquamento delle policy energetiche per consentire maggiori finanziamenti all’espansione dei combustibili fossili. Secondo l’organizzazione no profit, questo trend dovrebbe preoccupare anche gli investitori, soprattutto quelli che da anni si impegnano con le banche nella lotta contro i cambiamenti climatici. Nei casi di arretramento rilevante, scrive ShareAction, gli investitori responsabili potrebbero voler intraprendere azioni decisive, come votare contro il presidente del consiglio di amministrazione di queste banche.

SOTTO LA LENTE

Gli istituti monitorati dal tracker sono le 34 maggiori banche al mondo. Tra queste ci sono Barclays, Hsbc, Jp Morgan Chase, Wells Fargo, Bnp Paribas, Scotiabank e Ubs. Le banche sono state selezionate tra quelle incluse nel rapporto “Banking on Climate Chaos”, che valuta annualmente i prestiti e le sottoscrizioni delle prime 65 banche del mondo a oltre 2.700 società di combustibili fossili. Sono state escluse, invece, le banche di proprietà statale o con un’alta percentuale di proprietà statale, e le banche giapponesi (perché pubblicano i loro rapporti annuali dopo le assemblee annuali degli azionisti).

L’obiettivo del tracker è di mettere in evidenza quali banche stanno rispettando i propri obiettivi climatici, quali stanno regredendo e quali sono ancora aperte a migliorare i propri impegni. Nei casi in cui lo strumento rilevi dei passi indietro, saranno pubblicate una nota di ricerca che analizza gli impegni precedenti e quelli nuovi, e un’analisi di cosa significano i cambiamenti, quali sono gli impatti per gli investitori e alcune delle implicazioni di governance.

CAMPAGNA AGM

Le note con i risultati del monitoraggio includeranno anche una raccomandazione di votare contro il presidente del consiglio di amministrazione nell’assemblea annuale degli azionisti di quest’anno. Se il presidente del cda non è in lizza per l’elezione, la raccomandazione è di votare contro tutti i membri del board che lo sono. ShareAction ha contattato e aperto un dialogo con diversi asset owner e asset manager per invitarli a considerare i risultati e le raccomandazioni del tracker nelle loro decisioni di voto.

Finora, il tracker ha pubblicato solo una nota e una raccomandazione di voto sul gruppo bancario spagnolo Santander. Il documento sostiene che Santander ha «significativamente indebolito» la sua posizione su petrolio e gas, ha «ridotto l’ambizione» della sua posizione sul carbone. ShareAction scrive anche che i recenti cambiamenti delle policy dell’istituto spagnolo «riflettono un aumento dell’appetito della banca per finanziare i combustibili fossili dal 2022». Da qui a metà marzo seguiranno i risultati degli altri istituti inseriti nel tracker. La prossima pubblicazione, attesa a febbraio, è quella di Hsbc, seguita da quella di Commerzbank.

Alessia Albertin

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