Sì al Mercosur ma con stop al Cbam

14 Gen 2026
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L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur (Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay) verso il via libera italiano. Il Governo di Roma ha infatti mutato la propria posizione dopo le concessioni ottenute della Commissione Europea lo scorso venerdì. Il sì dell’Italia spacca la minoranza di blocco composta assieme a Francia, Belgio, Polonia, Austria e Ungheria che impediva il raggiungimento della maggioranza qualificata del 65% della popolazione Ue necessaria alla ratifica dell’accordo. La firma dell’accordo, saltata lo scorso dicembre, è adesso prevista per il 17 gennaio in Paraguay.

La Commissione ha accolto le richieste di Italia e Francia di abbassare dall’8% al 5% le soglie per far scattare le salvaguardie sulle importazioni di prodotti agricoli sensibili, assieme alla sospensione temporanea con effetto retroattivo, dell’applicazione del Carbon Border Adgjustment Machanism (Cbam) sui fertilizzanti entrato in vigore il 1 gennaio 2026. Inoltre, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per smorzare le proteste degli agricoltori ha proposto di sbloccare, a partire dal 2028, ulteriori 45 miliardi euro per il settore agricolo, in aggiunta ai 302 miliardi già destinati alla Politica agricola comune nel prossimo bilancio Ue.

Nonostante le modifiche e le rassicurazioni, la Commissione non è riuscita a convincere Francia, Polonia, Austria e Ungheria che si mantengono sul fronte del no. Il mancato avallo da parte del governo francese è dovuto a ragioni di politica interna, con il Primo ministro Lecornu che sta faticosamente cercando di far approvare la legge di bilancio e non vuole aggiungere altri temi divisivi sul dibattito politico. Mentre il Belgio ha dichiarato che si asterrà. In Italia la Premier Giorgia Meloni e il Ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida hanno confermato la posizione del governo a favore dell’accordo, tuttavia esponenti delle Lega hanno dichiarato che il partito rimane contrario e voterà no alla ratifica in Parlamento. Intanto gli agricoltori di Italia, Francia, Spagna e Belgio minacciano di continuare le proteste a oltranza e di bloccare con i loro trattori i centri cittadini e snodi stradali fino a che l’accordo non sarà completamente ritirato.

 

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