Sono 4 mln gli italiani ad alto rischio idrogeologico

2 Nov 2026
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Sono 4 milioni le persone che, in Italia, vivono in zone a rischio idrogeologico elevato. Il dato traspare da una recente inchiesta di OpenPolis, nella quale è stato anche fatto il punto sull’impiego dei fondi del Pnrr per contrastare il dissesto idrogeologico.

Il dato sulla popolazione esposta a pericolosità è frutto di un’elaborazione Openpolis sui dati regionali riportati dalla Corte dei conti. La cifra di 3,7 milioni, si legge, è la somma degli abitanti in aree a pericolosità elevata o molto elevata da frana (1,28 milioni) e di quelli in aree a pericolosità idraulica elevata (2,43 milioni). Poiché alcuni territori sono esposti a entrambi i fenomeni, le stesse persone possono essere conteggiate due volte. Il dato va quindi inteso come un tetto massimo e non come il numero esatto di persone a rischio. Il valore relativo al rischio idraulico potrebbe inoltre essere sottostimato: per alcune regioni, come il Trentino-Alto Adige, la quota di popolazione ad alto rischio risulta pari a zero, verosimilmente per l’indisponibilità del dato.

Sul dissesto idrogeologico, fenomeno che interessa, in misura più o meno elevata, la quasi totalità del territorio nazionale, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevedeva una serie di interventi.

Il governo, spiega sempre OpenPolis, nell’ottava relazione al parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr pubblicata recentemente, ha dichiarato il raggiungimento di tutti gli obiettivi finali, in alcuni casi in anticipo rispetto alla scadenza. I dati a disposizione restituiscono però un quadro diverso. Dei 2.260 progetti finanziati infatti, quasi 900 a giugno risultavano ancora in corso.

Anche la Corte dei conti ha sottolineato la necessità di accelerare la realizzazione degli interventi, evidenziando un divario tra lo stato procedurale dichiarato e l’effettivo avanzamento della spesa.

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