Le big europee spendono fino al 7% dei loro investimenti in tecnologie a basse emissioni di carbonio. La classifica internazionale vede Equinor al primo posto, seguita da Total, Shell e (prima italiana) Eni
Nell'evento del gruppo elvetico, al centro c'è la relazione tra aziende e investitori responsabili. Piani (Strategic Engagement Lead Ubs): «L’engagement avrà un ruolo chiave nell’integrazione della sostenibilità»
Ram Active Investments (Ram Ai), asset manager attivo e alternativo basato a Ginevra e con un patrimonio in gestione di 4,8 miliardi di dollari, annuncia il suo supporto alla Task […]
L'analisi ha coinvolto 44 tra le maggiori 100 società italiane per capitalizzazione. Emerge come tra le big sia già concreto il percorso verso la riduzione delle emissioni
Nei board delle maggiori società al mondo cresce la consapevolezza di quanto sia sempre più importante gestire il rischio legato alla sicurezza idrica. E aumenta a passi da gigante anche la disclosure. Lo rivela un report del Cdp. Promosso il gruppo italo-americano
Le aziende sono il 15% in più rispetto al 2017. In media le emissioni della catena sono quattro volte superiori a quelle delle operazioni dirette delle imprese, con punte di sette volte. Per raggiungere target ambientali stringenti, non si possono ignorare i supplier
Il fondo «Sì – Social Impact» ha l'obiettivo di raccogliere un capitale di 55 milioni di euro in un anno, con un rendimento atteso del 6%. In 5 anni si propone di mettere in atto circa 70 investimenti in economia sociale. A giugno il primo closing con 5 investitori
L'hub londinese da un anno ha deciso di lavorare sul miglioramento delle performance green. Tagliando sulle emissioni, controllando la raccolta dei rifiuti, lo spreco di acqua e combattendo i traffici illegali
L’Independent Research in Responsible Investment (Irri) ha annunciato i vincitori del suo ultimo Survey, che premia i protagonisti internazionali dello Sri. A partecipare al voto sono stati ben 1.136 professionisti […]
L'analisi raccoglie gli obblighi e gli sforzi in 60 Paesi e 70 settori. Emerge una decuplicazione dei requisiti, con grande eterogeneità per area. Soprattutto, emerge che non c'è una simmetrica moltiplicazione degli impegni da parte delle aziende