In un documento presentato il 15 ottobre da Fca, l’ente di regolamentazione delle banche e dei broker inglesi, si chiede a privati, società, enti, think tank e professori universitari di […]
Mark Mobius aprirà una boutique di asset management in Lussemburgo, che si concentrerà sulle aziende che puntano ad avere buoni standard ambientali, sociali e di governance (Esg). Come già raccontato ne […]
La Financial Conduct Authority (Fca), ha emanato le nuove regole per il whistleblowing che riguardano le filiali in Uk di banche straniere: queste banche dovranno rispettare le stesse regole di […]
In Italia riappare il ddl che era rimasto a lungo insabbiato in Parlamento. A Londra, intanto, il numero dei rapporti presentati da whistleblower all'Autorità britannica Fca crollano, passando dai 1.105 del 2015 agli 866 del 2016. È il secondo anno che questo accade
Tribe Impact Capital LLP, la prima società di gestione patrimoniale “discrezionale” inglese, orientata esclusivamente all’impact investing ha ottenuto dalla Fca l’autorizzazione a operare
La piattaforma di social lending italiana Smartika lancia un aumento di capitale a 4,52 milioni di euro. L’operazione, già autorizzata da Banca d’Italia, è stata coordinata dalla Hamilton Ventures di Londra, […]
Gli asset manager dovrebbero dichiarare i costi pieni della gestione attiva dei fondi per aiutare gli investitori a individuare l'erosione completa dei loro introiti. Un tema scottante, ma sempre più di attualità, soprattutto in Gran Bretagna. Mentre in Italia ancora resta una questione secondaria.
L’Italia è stato il primo Paese ad aver fissato per legge limiti e possibilità dell’equity crowdfunding. Lo scorso ottobre, infatti, Consob ha provveduto a normare gli investimenti tramite piattaforme online con il regolamento 18592/2013. Il legislatore italiano ha giocato d’anticipo tra il disorientamento della comunità
Dopo il legislatore italiano e statunitense, anche quello britannico ha deciso di intervenire sulle complessità che ancora interessano il fenomeno del crowdfunding. A Londra non si parla di una legge quadro, come quella adottata in Italia, ma di una serie di interventi regolatori in ambiti normativi differenti.