Il decreto sulla direttiva 95/2014 è approdato in Parlamento. La stesura finale recepisce alcune delle osservazioni avanzate tra cui quelle sulla materialità e sull'ambiente. Non mancano però le sorprese: più soggetti sanzionabili e importi più elevati
Il Mef lascia ampia flessibilità nella metodologia per la redazione della dichiarazione e per gli indicatori fondamentali di prestazione ma chiede alle imprese di spiegare in modo articolato le motivazioni
Il Mef disciplina le modalità di attuazione della direttiva Ue 95/2014 prevedendo un’indicazione minima dei contenuti da rendicontare e indicando l'obbligo di fornire una motivazione in caso la società non attui pratiche negli ambiti minimi indicati.
Tiene la partecipazione alla seconda consultazione: 31 le risposte arrivate da associazioni di categoria, organizzazioni no profit, imprese e sindacati. Tra i temi sollevati: ambito di applicazione e materialità. Ancora poche le singole aziende partecipanti.
La Commissione europea ha definito un perimetro minimo per l'ambito di applicazione della direttiva 2014/95/UE. Il Mef nel documento in consultazione chiede i motivi per un eventuale estensione ad altre imprese. Occhio al gold plating.