E se cominciassimo per gioco. E se, con il gioco, la finanza responsabile e sostenibile (Sri) riuscisse a diventare di moda, a porsi come un fenomeno di massa. Non è uno scherzo. In questi giorni è partita la seconda edizione di Che Fare, iniziativa promossa dall'associazione Doppiozero* che mette sul tavolo 100mila euro destinati
Finanza Sri, chi era costui? A chiederselo sembrano essere proprio i principali protagonisti del sistema finanziario nazionale. Lo si ricava dagli osservatorì sul risparmio pubblicati, nelle ultime settimane, dai maggiori gruppi bancari. I quali evidenziano uno spazio marginale all’indagine sugli investimenti responsabili, per quanto
Etiche, ma anche solide, efficienti e redditizie. Tanto da far fare una brutta figura anche dal punto di vista finanziario ai colossi mondiali del credito. La prova è lo studio "Real banking for real economy: comparing sustainable bank performance with the largest banks in the world" della Global Alliance for Banking Values (Gbav)
Presentare un'analisi del risparmio, immaginarne nuovi modelli di impiego più vicini al territorio. Ma dimenticare completamente la finanza Sri (sustainable and responsible investing). Sembra quasi un’abiura, quella deducibile dal comunicato di accompagnamento del secondo Rapporto dell’Osservatorio del Risparmio promosso da UniCredit
Prima l’Eni, ultimo il Monte Paschi di Siena. Questo l’esito di Trac 2013 Italia, la classifica delle 15 più grandi aziende italiane per capitalizzazione di mercato in tema di trasparenza e anti-corruzione stilata da Transparency International. Con un punteggio di 7,1 decimi, il gruppo energetico guidato da Paolo Scaroni
Offrire il meglio delle società sostenibili quotate. E' questo l'obiettivo di iShares che un paio di anni fa ha portato sul listino della Borsa di Londra due Etf su indici di sostenibilità del Dow Jones. Uno scopo che punta a distinguersi dai sempre più fondi quotati indicizzati a panieri di titoli di società definite sostenibili
Investire nelle banche italiane in base alla loro virtuosità nel rispetto dei princìpi internazionali volontari della corporate governance? Da lunedì prossimo si può. E' nato, infatti, lo Standard Ethics Italian Banks Index, dedicato a quella parte della Csr che riguarda il governo d’impresa stilato dall’agenzia di rating
Prende il via oggi, 26 giugno, la terza edizione del Bando UniCredit Carta E per lo sviluppo di «Strategie di coesione sociale a favore della Terza età», rivolto a Organizzazioni Non Profit italiane per progetti finalizzati all'assistenza agli anziani e alla promozione di un invecchiamento attivo.
Non si sa se è perché vissuta come solo uno strumento di marketing da tenere nel portafoglio della propria offerta o perché c'è una sorta di voluto “low profile” su prodotti etici a fronte della percezione diffusa che le grandi banche vivono su speculazioni, o ancora se è un problema di difficoltà di individuare il più corretto
La scorsa settimana due delle principali società di Piazza Affari, Eni e Unicredit, sono state bocciate in sostenibilità. Ma non si è capito, e non si capisce il perché. Il che non significa prendere le parti di un gruppo petrolifero e di una banca in tema di Csr. Bensì, significa interrogarsi su un’anomalia di trasparenza che