L'iniziativa di 16 Stati americani

Usa, gli anti-esg ora sparano sulle Big Four

11 Set 2026
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Una coalizione di Procuratori Generali repubblicani ha inviato una lettera a Deloitte, EY, Kpmg e PwC con l'accusa di aver violato le leggi statali e federali con l'impegno climatico. Nel mirino, la partecipazione alle alleanze finanziarie sul clima e il sostegno all'adozione degli standard di rendicontazione climatica dell’Issb

Il fronte anti-Esg è tornato alla carica e, questa volta, nel mirino sono finite le maggiori società di revisione contabile e consulenza al mondo. Il 24 agosto una coalizione di 16 Procuratori Generali di Stati repubblicani ha inviato una lettera a Deloitte, Ernst & Young (Ey), Kpmg e PricewaterhouseCoopers (Pwc), avvertendole che potrebbero aver violato le leggi statali e i loro doveri professionali di indipendenza, integrità e obiettività con il loro attivismo finanziario in materia di clima. L’iniziativa contro le cosiddette “Big Four” è stata promossa dai Procuratori Generali di Florida, Texas, Nebraska e Alaska. L’accusa è di aver manifestato sostegno all’introduzione di disclosure sul clima nella rendicontazione finanziaria delle aziende. La lettera (scarica il pdf) rappresenta l’ultima di una lunga serie di iniziative intraprese da politici repubblicani negli Stati Uniti per contrastare l’adozione di quadri di riferimento per la disclosure in materia climatica.

Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 457 “Disclosure climatica, repubblicani Usa contro le Big Four”), nel documento i firmatari hanno scritto che «promuovere l’adozione di disclosure sul clima» potrebbe entrare in conflitto con le leggi statali a tutela dei consumatori, poiché rappresenterebbe in modo fuorviante l’indipendenza delle società nei confronti dei clienti durante le attività di revisione. Inoltre, i Procuratori generali hanno sottolineato che le Big Four potrebbero aver violato clausole contrattuali statali e federali, il che potrebbe comportare sanzioni e la risoluzione dei contratti. E hanno concluso la missiva chiedendo alle quattro società di fornire copia di tutti i contratti stipulati dal 2020 con enti statali o municipali.

ACCUSE E RICHIESTE

Nella lettera di 38 pagine, i Procuratori Generali hanno sollevato diverse preoccupazioni. In particolare, hanno citato e contestato diversi impegni delle Big Four. Tra questi, hanno sottolineato quando, nel 2023, le società hanno firmato, insieme ad altre aziende e gruppi commerciali, una dichiarazione impegnata a promuovere l’adozione o l’uso dello standard di rendicontazione climatica dell’International Sustainability Standards Board (Issb) a livello globale. Inoltre, nella lettera viene evidenziata la partecipazione delle società a iniziative di rendicontazione climatica, tra cui la Task Force on Climate-related Financial Disclosures (Tcfd) e la Net Zero Financial Service Providers Alliance (Nzfspa), che nel frattempo si è sciolta all’inizio dell’anno.

I procuratori hanno argomentato che, con queste adesioni, Deloitte, Ey, Kpmg e Pwc avrebbero creato dei conflitti di interesse e «accettato di compromettere la propria indipendenza per perseguire obiettivi climatici estranei all’attività di revisione». Promuovendo l’inserimento di disclosure climatiche nei bilanci, infatti, aumenterebbero i costi dei servizi per le aziende, a vantaggio proprio delle società di contabilità e revisione. In più, i funzionari hanno avvertito le Big Four che la loro comunicazione pubblicitaria, incentrata su indipendenza, integrità e obiettività, potrebbe violare le leggi statali contro le pratiche commerciali sleali e ingannevoli, sempre per via del sostegno al reporting climatico e degli impegni assunti verso le iniziative sul tema.

I firmatari hanno concluso la lettera con un lungo elenco di domande rivolte alle società e richieste di fornire copie di tutta la documentazione disponibile in merito al loro sostegno al reporting climatico, agli impegni assunti verso le iniziative e i quadri di riferimento del settore, al dovere di indipendenza, ai conflitti di interesse, alle pratiche pubblicitarie e alla trasparenza sugli impegni assunti in ambito climatico e di rendicontazione.

Alessia Albertin

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