Wef, così la natura diventa un asset strategico

24 Mar 2026
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La perdita di natura rappresenta un rischio sistemico per l’economia globale, ma l’analisi di oltre 50 opportunità investibili dimostra che percorsi commerciali verso un’economia nature‑positive sono già concreti e economicamente convincenti.

È quanto emerge dal report 50 Investible Opportunities for a New Nature Economy del World Economic Forum (Wef) in collaborazione con Oliver Wyman che, analizzando circa 250 attività economiche, ha identificato oltre 50 opportunità d’investimento che potrebbero indirizzare i flussi di capitale verso modelli di business redditizi e nature-positive, generando entro il 2030 fino a 10,1 trilioni di dollari in ricavi e risparmi di costi per le imprese.

Queste opportunità sono state individuate in 13 settori ad alto impatto, le quali, oltre a contribuire a fermare e invertire la perdita di natura entro il 2030, offrono ritorni economici. Dall’agricoltura di precisione al calcestruzzo sostenibile, dal riciclo delle batterie alla gestione industriale dell’acqua, queste soluzioni riducono la pressione su terra, acqua e risorse, generando al contempo crescita dei ricavi, risparmi e mitigazione dei rischi.

L’analisi mostra che la finanza nature‑positive non è semplicemente spesa per la conservazione: può contribuire al raggiungimento di obiettivi finanziari, climatici, di resilienza e sociali, e dovrebbe essere integrata nelle decisioni finanziarie quotidiane.

IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI FINANZIARIE

Per supportare le istituzioni finanziarie interessate a investire in soluzioni nature-positive, il report identifica cinque azioni prioritarie per mobilitare capitale verso queste opportunità.

  • Rafforzare la nature fluency interna (ovvero la capacità delle istituzioni di comprendere i rischi e le opportunità legati alla natura con la stessa regolarità e credibilità con cui affrontano i rischi climatici, di credito o di mercato, e di integrare la natura nella finanza tradizionale) per rendere mainstream gli investimenti e i finanziamenti a impatto positivo sulla natura
  • Promuovere l’innovazione nei prodotti finanziari e nei modelli di erogazione
  • Costruire coalizioni tra aziende, finanza privata e attori pubblici e filantropici, in linea con il profilo di rischio-rendimento di ciascuna opportunità
  • Migliorare l’uso dei dati all’interno delle operazioni aziendali, delle catene di approvvigionamento e delle fonti pubbliche
  • Sfruttare i percorsi nature transition per far emergere opportunità investibili

Gli operatori finanziari possono costruire così un solido portafoglio di soluzioni nature-positive in grado di generare rendimenti sia per la finanza tradizionale sia per quella sostenibile.

«Si tratta di una sfida legata all’allocazione del capitale – ha affermato Derek Baraldi, Head of Sustainable Finance del World Economic Forum -. Gli istituti finanziari e le imprese che oggi integrano la natura nella propria strategia non si limitano a gestire il rischio, ma si posizionano in modo da ottenere un vantaggio competitivo».

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