Wwf analizza la materialità finanziaria della natura

10 Mar 2026
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La perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi stanno diventando un fattore di rischio finanziario sempre più concreto per imprese e investitori. È quanto emerge da una nuova analisi del World Wide Fund for Nature (Wwf), che evidenzia come le questioni legate alla natura siano finanziariamente materiali e come i rischi nature-related possano essere misurati con nuovi dati e indicatori pensati per il settore finanziario.

  • L’indagine si sofferma inizialmente sui rischi legati alla natura all’interno di un portafoglio. È in questa fase che emergono i rischi nature‑related più materiali, evidenziando la disponibilità idrica e l’inquinamento come i principali rischi non climatici.
  • Proseguendo l’analisi, l’attenzione si sposta sui settori, mettendo in luce sia quelli con la maggiore esposizione sia quelli in cui l’esposizione è più diffusa.
  • A questo punto il focus si sposta a livello societario. L’obiettivo è comprendere come la scarsità idrica possa incidere sulla redditività e sulla concentrazione operativa, e quali imprese si trovino in una posizione particolarmente delicata.
  • Lo studio si conclude proponendo una serie di priorità di engagement e stewardship, delineando come gli investitori possano rispondere ai rischi identificati.

Le metriche utilizzate sono la GeoSpatial Asset Intelligence di Msci e il Biodiversity Risk Filter (Brf) del Wwf, che forniscono 17 nature-related risk indicators a livello corporate per oltre 4 milioni di asset in tutto il mondo. Lo studio applica questi nuovi parametri per valutare l’esposizione al rischio legato alla natura in un portafoglio di mercato (Msci ACWI Imi).

 

Una panoramica di questo tipo consente di identificare i principali rischi a cui è esposto il portafoglio. «I rischi che presentano a livello aggregato i valori di ricavi ad alto rischio più elevati, come i rischi climatici quali il pericolo di ondate di calore, i cicloni tropicali o il pericolo di incendi boschivi, sono rilevanti per la maggior parte delle aziende e in tutti i settori. Altri rischi, come le condizioni del suolo, l’impollinazione o la resistenza agli erbicidi, possono sembrare meno rilevanti a livello di portafoglio, ma sono altamente significativi per settori specifici come l’agricoltura».

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