Sbti, oltre quota 10mila aziende “validate”

28 Gen 2026
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Sono oltre 10mila le aziende con target climatici basati sulla scienza e validati dalla Science Based Targets initiative (Sbti). Il nuovo traguardo è stato comunicato qualche giorno fa dalla stessa Sbti che nel 2025 ha validato gli obiettivi ambientali di oltre 2.800 nuove aziende, con un aumento del 40% rispetto alle 7.200 aziende di inizio 2025. Secondo Sbti, le aziende con target validati rappresentano oggi oltre il 40% della capitalizzazione globale di mercato, in oltre 90 Paesi. Le aziende con sede in Europa rappresentano ancora una quota sostanziale, è l’Asia in accelerazione negli ultimi due anni. Il Giappone ha ora il numero più alto di aziende convalidate a livello globale (oltre 2mila) seguito dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e dalla Cina.

Sbti ha validato la sua prima azienda nel 2015, raggiungendo circa 1.000 aziende nel 2021. Nel 2021 ha pubblicato il Corporate Net-Zero oggi in fase di revisione e ha affiancato standard settoriali specifici per settori ad alto impatto di emissioni (come cemento, trasporto aereo e acciaio). A dicembre 2025 ha lanciato una versione pilota della sua bozza di standard Net-Zero per il settore energetico. Lo standard sostituirà la “Guida rapida per le aziende elettriche” della Sbti, ampliando il suo ambito di applicazione per coprire una serie più ampia di attività e fonti di emissione lungo tutta la catena del valore del settore. Introduce criteri aggiornati su misura per le emissioni e le realtà operative specifiche del settore.

Il traguardo delle 10.000 aziende valutate arriva in un momento in cui l’organizzazione è sottoposta a un crescente scrutinio politico negli Stati Uniti. A fine luglio 2025 il procuratore generale della Florida James Uthmeier ha annunciato un’indagine su Sbti e Cdp su presunte violazioni delle norme antitrust e pratiche commerciali ingannevoli. Ad agosto 23 procuratori generali degli Stati Uniti hanno inviato una lettera a Sbti chiedendo informazioni sull’organizzazione e sui suoi membri, citando preoccupazioni relative a potenziali violazioni delle leggi antitrust, sulla tutela dei consumatori e di altre leggi, con particolare attenzione al suo nuovo standard per il settore finanziario e ai suoi requisiti che impongono alle società finanziarie di ritirare i finanziamenti alle attività legate ai combustibili fossili.

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