ESG.IAMA - Analisi a confronto negli anni
Sempre più Sgr con bonus Esg al board
Nonostante le diverse retromarce, la governance dei gestori ha ormai assimilato e integrato gli Esg ai suoi livelli più alti, in quanto le sgr hanno compreso che il focus sulla sostenibilità è un fattore competitivo e strategico. La percentuale di Sgr con compensazione variabile del Board, Direttori Esecutivi e Top Manager, legata a target Esg addirittura cresce, al contrario di quanto ci si aspettava. Per quanto, in alcuni casi, l’ammontare di tale variabilità è diminuita, non è svanita del tutto, a dimostrazione di come gli Esg siano qui per restare, perché utili. Lo conferma l’assessment ESG.IAMA 2025.
Nel corso degli anni, ESG.IAMA (ESG Identity Asset Manager Assessment) ed ESG.IAMA Private hanno coinvolto un numero sempre maggiore di Sgr internazionali. A fine gennaio 2026, infatti, sono stati analizzati e valutati un totale di 118 asset manager, per un Aum complessivo di circa 48,9 trilioni di euro:
Il campione offre già un’ampiezza significativa per potere fare delle valutazioni comparative. In particolare, questo articolo, il terzo di questa serie (vedi qui i precedenti: “Sgr, 7 su 10 confermano il net zero” e “Sgr, il focus Esg è entrato nei board“), si focalizza sulla compensazione variabile del Board, Direttori Esecutivi e Top Manager del gestore, legata a target Esg, in particolare su quale sia la tipologia di target utilizzati e di quanto sia la percentuale legata agli Esg.
Alla domanda se la compensazione variabile del Board, Direttori Esecutivi e/o Top Manager sia legata al raggiungimento di target Esg chiari e quantificabili, i risultati sono molto positivi, in quanto mostrano un calo costante del numero di gestori che non legano in alcun modo la compensazione variabile agli Esg, passando dal 57,14% del 2022 al 38,60% dell’ultima edizione.
Entrando nel dettaglio delle tipologie di target legati alla compensazione, i dati sono più variabili, ma sempre positivi: aumenta in maniera costante il numero di asset manager che legano la compensazione a obiettivi Esg corporate, quindi della Sgr stessa in quanto azienda, passando dal 23,81% del 2022 al 45,61% di oggi.
Discorso diverso per la connessione con gli investimenti, dove sembra sentirsi più chiaro l’effetto anti-Esg. Fino al 2024, la percentuale di gestori che legavano la compensazione a obiettivi Esg negli investimenti era cresciuta, dal 14,29 al 38,19%, tuttavia nel 2025 si è verificato un calo, con la percentuale che è scesa al 28,07 Per cento.
Infine, vi è invece un calo costante di coloro che legano la compensazione alla valutazione Esg della Sgr complessiva, passando dal 19,05% del 2022 al 7,02% di oggi.
Entrando nel dettaglio, a tutti i gestori con la compensazione legata agli Esg è stato chiesto quale fosse esattamente la percentuale di variabilità. I risultati che emergono sono parzialmente positivi.
Dal 2022 al 2024 vi era stato un calo costante del numero di gestori che legavano solo meno del 5% della compensazione variabile ai target Esg, passando dal 33,33 all’8,82%, tuttavia in questa edizione vi è stata una forte crescita, fino al 25,71 per cento. Questo sembra indicare che, sì, gli Esg sono stati assimilati e integrati ai livelli più alti e lì rimangono, tuttavia un po’ di confusione si è creata. La crescita di chi lega meno del 5% della compensazione variabile agli Esg è probabilmente dovuta a un gran numero di gestori che prima legavano tra il 5 e il 9% della compensazione agli Esg e che ora si sono ridotti ancora, infatti nel 2024 le Sgr con tale variabilità erano il 20,59% dei partecipanti, mentre nel 2025 sono scesi al 5,71 per cento.
Rimane invece stabile rispetto all’anno precedente la percentuale di gestori che legano tra il 10 e il 20% della compensazione variabile agli Esg, al 42,86 per cento (in aumento però rispetto al 36% del 2022). Infine, cala tra il 2023 e oggi il numero di asset manager che lega più del 20% della compensazione agli Esg, passando dal 36 al 25,71 per cento.
Tenendo in considerazione il contesto geopolitico, i risultati di questa analisi mostrano che la maggioranza degli asset manager continua a integrare gli Esg nella compensazione variabile dei membri dei livelli più alti aziendali, dimostrando l’importanza del tema e la sua validità strategica, anche se non sempre la variabilità della compensazione è abbastanza ambiziosa.
Alessandro Fenili
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