ESG.litigation - Il primo caso al mondo

Australia, claim sul gas: no greenwashing

27 Feb 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
ET.litigation propone ogni settimana un esempio particolarmente interessante di contenzioso legato agli Esg, ossia le "Esg litigation". In questa rubrica si trovano anche gli aggiornamenti dei casi più importanti, magari accompagnati da contributi legali. Selezionati per chi vuole approfondire questo specifico fronte

La Corte Federale dell’Australia ha respinto la causa del Centro Australasiatico per la Responsabilità Aziendale contro il produttore di gas Santos, accusato di aver ingannato il pubblico sui suoi piani Net zero.

Il caso. Il 25 agosto 2021 la ong di attivismo Centro Australasiatico per la Responsabilità Aziendale ha fatto causa contro la compagnia petrolifera e del gas australiana Santos per i suoi claim climatici. Nello specifico, la denuncia contestava le affermazioni della major di fornire energia pulita tramite il gas naturale e di avere un piano per raggiungere zero emissioni nette entro il 2040.

L’accusa ha sostenuto che i claim secondo cui il gas naturale è un «combustibile pulito» e Santos è un fornitore di «energia pulita» travisano il reale effetto del gas naturale sul clima, tra cui le ingenti emissioni di Co2 e metano durante l’estrazione e la combustione. Il querelante ha argomentato che anche le affermazioni della società di aver un piano chiaro e credibile per raggiungere il Net zero entro il 2040 sono fuorvianti perché Santos prevede di espandere le attività nel settore del gas naturale e perché il piano si basa su ipotesi non divulgate dell’efficacia dei processi di cattura e stoccaggio del carbonio.

L’ong ha denunciato che i falsi claim di Santos, riportati nella relazione annuale 2020, in un briefing per gli investitori e in un rapporto sui cambiamenti climatici del 2021, violano il Corporations Act e l’Australian Consumer Law, le leggi australiane sulle società e sulla tutela dei consumatori. L’azionista attivista ha quindi chiesto al tribunale di dichiarare che la major ha tenuto una condotta fuorviante o ingannevole, di vietarle di rifarlo in futuro e di imporle di correggere le dichiarazioni.

La sentenza. Il 17 febbraio 2026 la Corte Federale australiana ha respinto il caso e ha ordinato al Centro Australasiatico per la Responsabilità Aziendale di pagare le spese di Santos. Nella sentenza di 257 pagine, la giudice ha stabilito che i claim sulla produzione di «energia pulita» e «combustibile pulito» non erano fuorvianti o ingannevoli perché le dichiarazioni di Santos sostenevano che il gas naturale fosse relativamente più pulito del carbone e del diesel e non nascondevano al pubblico che il gas naturale contribuisce materialmente alle emissioni di gas serra.

Inoltre, il tribunale ha ritenuto che i termini «pulito» e «idrogeno a emissioni zero» non sono suscettibili di indurre in errore perché si riferiscono all’idrogeno prodotto dal gas naturale insieme alla cattura e allo stoccaggio del carbonio, con conseguente assenza di emissioni nette. Infine, la sentenza ha accolto le argomentazioni della società che i suoi obiettivi al 2030 e al 2040 e la sua tabella di marcia Net Zero non erano fuorvianti o ingannevoli perché gli obiettivi sarebbero stati intesi come obiettivi aspirazionali a lungo termine soggetti a ipotesi, incertezze e contingenze e gli elementi e i metodi della tabella di marcia hanno sufficiente flessibilità e adattabilità.

Le ripercussioni. Si tratta del primo caso al mondo a contestare la validità dell’obiettivo Net zero di un’azienda ed è stato attentamente monitorato date le potenziali implicazioni dell’uso delle litigation climatiche per ritenere le aziende responsabili dei loro obiettivi climatici. La causa è stata anche la prima in Australia a citare in giudizio l’industria petrolifera e del gas per greenwashing climatico.

Anche se non ha ottenuto una vittoria in tribunale, la causa australiana è comunque arrivata a giudizio, dimostrando che le argomentazioni portate possono sostenere l’onere del processo. E da quando è stata lanciata nel 2021 ha ispirato altre cause simili nel mondo.

Alessia Albertin

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