Bankitalia, l’AI per colmare gap su scope 3 delle banche
Il Quaderno di Economia e Finanza della Banca d’Italia (L’intelligenza artificiale generativa può aiutare a colmare le lacune nei dati carbonici delle banche?) si concentra su un tema sempre più rilevante per la finanza sostenibile: la qualità dei dati sulle emissioni carboniche indirette (scope 3) delle principali banche legate alle attività finanziate.
Lo studio evidenzia criticità profonde nei dataset forniti dai principali provider internazionali: lacune informative, incoerenze tra provider e una forte volatilità nel tempo. In molti casi, le emissioni scope 3 risultano persino inferiori alle scope 2, un’anomalia difficilmente giustificabile, e non mostrano una correlazione chiara con l’esposizione delle banche verso settori più inquinanti. Problemi che limitano l’utilizzo di questi dati da parte di investitori, autorità e ricercatori.
Questi risultati, si legge nel paper, evidenziano «la necessità di maggiore trasparenza e stabilità nelle metodologie di stima adottate da istituzioni finanziarie e provider, e di regole di misurazione più semplici e applicabili, integrate negli standard internazionali».
In questo contesto, il lavoro esplora il potenziale dell’Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) come strumento per colmare tali lacune. Confrontando i risultati di tre strumenti GenAI (Claude 3.5, ChatGPT e Gemini 2.5 Pro), è emerso che i dati prodotti o recuperati tramite modelli linguistici sono correlati con quelli delle fonti tradizionali e possono contribuire a individuare anomalie e integrare le informazioni mancanti.
Tuttavia, anche questi strumenti presentano problemi di qualità e coerenza, oltre a sollevare questioni cruciali di replicabilità e trasparenza.
Il paper sottolinea che i progressi futuri dipenderanno da due fattori chiave: da un lato, la disponibilità di informazioni di base più affidabili, che a loro volta richiedono progressi paralleli nella definizione di standard di misurazione semplici, chiari e applicabili; dall’altro, un contesto normativo che promuova la disclosure climatica da parte delle imprese non finanziarie presenti nei portafogli bancari.
«Questi risultati confermano l’importanza di migliorare la disclosure standardizzata delle emissioni di carbonio e dei modelli di stima – si legge nel report –. Nonostante le attuali difficoltà , le iniziative regolamentari dovrebbero mantenere coerenza nel promuovere la disclosure climatica, che sarà cruciale anche per abilitare tecniche innovative ed efficienti come l’intelligenza artificiale generativa».
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