et.contributi - estratto dal TRV Risk Monitor
Tokenizzazione, cosa ne pensa Esma
La tokenizzazione, ovvero il processo di emissione o rappresentazione di asset sotto forma di token digitali tramite la tecnologia a registro distribuito (Dlt), sta attirando una crescente attenzione da parte degli operatori di mercato e dei regolatori come forza potenzialmente trasformativa per i mercati finanziari. A differenza della semplice digitalizzazione, la tokenizzazione ha il potenziale di rimodellare il cuore del sistema finanziario abilitando moneta programmabile, regolamento in tempo reale e modelli di distribuzione diretta all’investitore. Svolge inoltre un ruolo fondamentale nell’espansione della finanza decentralizzata (DeFi) portando asset del “mondo reale” su piattaforme basate su blockchain, colmando infine il divario tra finanza tradizionale e finanza decentralizzata.
L’evidenza disponibile suggerisce che l’adozione della tokenizzazione sia attualmente limitata, con applicazioni prevalentemente di nicchia e volumi relativamente ridotti. Tuttavia, lo slancio sta crescendo man mano che si compiono progressi nel superamento delle barriere tecniche e normative. Bcg e Ripple prevedono che gli asset tokenizzati, comprese le stablecoin, potrebbero passare da 0,6 trilioni di dollari nel 2025 a 18,9 trilioni entro il 2033.
I benefici specifici attesi dalla tokenizzazione variano a seconda dei casi d’uso, ma la tecnologia sottostante promette guadagni di efficienza universali attraverso una maggiore automazione e velocità. Consentendo transazioni “atomiche” in tempo reale, la tokenizzazione ha il potenziale per accorciare i cicli di regolamento (settlement) e ridurre il rischio di controparte. La programmabilità tramite smart contract può contribuire ad automatizzare processi complessi, tagliando intermediari, necessità di riconciliazione e costi. L’International Securities Services Association ha rilevato che la tokenizzazione del collaterale potrebbe ridurre i fallimenti nel regolamento del 13%, grazie principalmente a un processo di trasferimento e verifica snellito, sbloccando 340 milioni di dollari in risparmi annuali per le imprese “Tier 1”.
La tokenizzazione può anche offrire agli investitori maggiore accessibilità e controllo. Consente la proprietà frazionata di asset di alto valore, ampliando la partecipazione. I token digitali possono essere scambiati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza gli attriti dei mercati tradizionali, e i portafogli digitali riducono la dipendenza dagli intermediari, dando agli investitori un controllo più diretto.
Tuttavia, molti di questi vantaggi non sono esclusivi della tokenizzazione o rimangono non dimostrati su vasta scala. Ad esempio, i veicoli di investimento esistenti offrono già la proprietà frazionata. Alcuni benefici comportano compromessi che potrebbero annullare i guadagni: ad esempio, il regolamento atomico potrebbe aumentare il fabbisogno di liquidità eliminando la compensazione (netting) delle operazioni. Inoltre, la maggior parte dei vantaggi dipende da un’adozione di massa.
Gli ostacoli a una più ampia adozione sono principalmente tre: sfide di interoperabilità tecnica, assenza di soluzioni ampiamente accettate per i pagamenti in contanti on-chain e incertezza normativa. Molti asset tokenizzati utilizzano attualmente blockchain private gestite da una singola entità o da un piccolo gruppo di partecipanti al mercato, ricreando i “silos” che la tecnologia intendeva eliminare. Diverse iniziative pubbliche e private stanno lavorando per consentire l’interoperabilità tra le piattaforme e con il sistema finanziario esistente. Stanno iniziando a emergere anche soluzioni tecniche e standard comuni.
Senza soluzioni per il contante on-chain, come le stablecoin, le valute digitali delle banche centrali (Cbdc) o i depositi tokenizzati, gli asset possono muoversi su blockchain, ma il regolamento in contanti si affida ancora ai canali di pagamento tradizionali, offrendo scarsi vantaggi commerciali. L’implementazione del MiCA nell’Ue e la recente adozione del Genius Act negli Stati Uniti segnano tappe importanti fornendo contante on-chain regolamentato sotto forma di stablecoin. Anche gli sviluppi in corso sulle Cbdc supportano questa direzione.
Si stanno compiendo progressi anche sul fronte normativo. Nell’Ue, il Regime Pilota Dlt fornisce un quadro per le infrastrutture di mercato che utilizzano la Dlt, con l’obiettivo di sostenere la tokenizzazione in un ambiente a rischio controllato. Dal lancio del regime nel marzo 2023, sono state autorizzate sei infrastrutture di mercato Dlt. Nel dicembre 2025, come parte del pacchetto sull’integrazione del mercato, la Commissione Europea ha pubblicato una proposta legislativa che modifica il Regime Pilota Dlt al fine di favorire una maggiore adozione della Dlt nei mercati finanziari dell’Ue. Al di fuori dell’Ue, la Fca del Regno Unito ha avviato una consultazione su nuove regole proposte per la tokenizzazione dei fondi nel quarto trimestre del 2025, con l’obiettivo di dare alle imprese maggiore chiarezza e fiducia. Negli Stati Uniti, il “Project Crypto” intende “modernizzare le regole e i regolamenti sui titoli per consentire ai mercati finanziari americani di spostarsi on-chain”.
Guardando al futuro, è probabile che l’adozione avvenga per fasi. I titoli a reddito fisso, i fondi del mercato monetario e gli asset di alta qualità sembrano essere i primi obiettivi, anche per la loro importanza nelle operazioni di collaterale. Dal 2021, sono stati emessi circa 7 miliardi di dollari in titoli a reddito fisso tokenizzati, sebbene ciò rappresenti solo una frazione infinitesimale dei 140 trilioni di dollari in circolazione a livello globale. Anche i fondi del mercato monetario tokenizzati stanno crescendo rapidamente partendo da una base ridotta.
La tokenizzazione non cambia fondamentalmente la natura degli asset tokenizzati, il che significa che i rischi associati a tali asset rimangono sostanzialmente gli stessi. Tuttavia, la tokenizzazione può complicare i flussi di lavoro, introdurre catene di obbligazioni opache o alterare la percezione dei rischi da parte degli investitori, ad esempio facendo apparire liquidi asset che sono illiquidi. Una più ampia partecipazione dei piccoli risparmiatori (retail) e il trading 24/7 potrebbero anche amplificare le vendite dettate dal panico durante i periodi di stress.
La tokenizzazione eredita le vulnerabilità della sua tecnologia sottostante, tra cui violazioni della sicurezza, bug negli smart contract e falle nella governance. Gli asset tokenizzati dipendono dai portafogli digitali, che sono suscettibili di hacking, mentre gli smart contract possono contenere errori di codifica difficili da correggere una volta distribuiti. Potrebbe inoltre creare nuove dipendenze da poche piattaforme di tokenizzazione o blockchain specifiche. Regolatori e supervisori devono rimanere vigili per garantire che questi rischi siano adeguatamente affrontati. Il recente rapporto dell’Iosco offre una guida utile per migliorare la preparazione normativa. I rischi attuali sono limitati a causa dei bassi volumi, ma la situazione potrebbe cambiare rapidamente.
Tratto da:
ESMA
Report on Trends, Risks and Vulnerabilities No. 1, 2026 (TRV Risk Monitor)
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