survey SULLE SCELTE DEGLI INVESTITORI INDIVIDUALI

Morgan Stanley: retail convinto sugli Esg

12 Mag 2026
Notizie ESG Market Commenta Invia ad un amico
Gli investitori individuali mantengono un forte interesse per gli investimenti sostenibili. La maggioranza prevede di aumentare l’esposizione nei prossimi mesi, ma pesano ancora barriere come greenwashing e scarsa trasparenza dei dati. Cresce inoltre l’attenzione verso i private markets

Nel mercato del risparmio gestito la sostenibilità continua a mantenere un ruolo centrale nei processi di investimento, ma entra in una fase più selettiva: l’interesse per gli investimenti sostenibili tra gli investitori individuali aumenta elevato a livello globale. Tuttavia, nonostante il crescente entusiasmo, la quota media di portafoglio destinata agli investimenti sostenibili è diminuita leggermente nell’ultimo anno.

È quanto emerge dal nuovo studio Sustainable Signals: Individual Investors 2026 realizzato dal Morgan Stanley Institute for Sustainable Investing che evidenzia anche come la maggioranza degli investitori preveda di aumentare l’esposizione nei prossimi mesi, pur restando rilevanti le barriere legate a greenwashing, scarsa trasparenza dei dati e livelli di fiducia ancora disomogenei. Accanto ai temi ambientali e sociali, cresce l’attenzione verso inclusione finanziaria e salute e benessere, mentre si rafforza l’interesse per i private markets.

AUMENTA L’INTERESSE PER GLI ESG

L’indagine, condotta su 2.250 investitori individuali in Nord America, Europa e Asia-Pacifico, mostra che il 92% degli intervistati dichiara interesse verso gli investimenti sostenibili, in aumento rispetto all’88% rilevato nel 2025. Allo stesso tempo, la quota media di portafoglio destinata a queste strategie è scesa dal 33% nel 2025 al 31% nel 2026. Il dato evidenzia quindi una leggera discrepanza tra le aspettative e i comportamenti di allocazione.

Come negli anni precedenti, la performance finanziaria rimane un fattore trainante che influenza sia l’interesse che l’allocazione verso gli investimenti sostenibili.

Oltre i quattro quinti degli intervistati affermano che i rendimenti sono un elemento determinante del loro interesse, sia per supportare risultati concreti oltre ai rendimenti di mercato (45% dei rispondenti), sia perché ritengono che gli investimenti sostenibili possano offrire performance competitive rispetto ai fondi tradizionali (40%).

Per quanto riguarda l’allocazione futura, il 64% degli investitori prevede di aumentare la propria esposizione agli investimenti sostenibili nei prossimi dodici mesi. A guidare questa scelta sono soprattutto la convinzione che le soluzioni sostenibili possano offrire rendimenti migliori, una maggiore disponibilità di informazioni su questo tipo di investimenti e il desiderio di esprimere una domanda più forte di prodotti sostenibili.

Il 28% intende invece mantenerla la propria allocazione invariata per motivi legati alla diversificazione o per la presenza di rendimenti incostanti.

Solo il 5%, invece, prevede di ridurre la propria esposizione agli investimenti sostenibili, soprattutto a causa di rendimenti inferiori alle aspettative o di una minore fiducia, legata alla scarsa qualità dei dati e agli standard di rendicontazione ancora ritenuti insufficienti.

Sul fronte dei temi, l’interesse degli investitori si distribuisce su un’ampia gamma di ambiti. Il 25% del campione individua come principale area di attenzione la combinazione di obiettivi ambientali e sociali, seguita da inclusione finanziaria e salute e benessere (entrambi con il 15% dell’interesse).

LE BARRIERE AGLI INVESTIMENTI SOSTENIBILI

Gli ostacoli agli investimenti sostenibili sono diventati leggermente più evidenti. Il tema del greenwashing resta centrale ed è considerato un problema rilevante da quasi un terzo degli investitori (32%). Seguono la mancanza di trasparenza e la scarsa fiducia nei dati riportati (30%), oltre a una conoscenza ancora limitata di come avvicinarsi agli investimenti sostenibili (18%).

L’INTERESSE PER I PRIVATE MARKETS

Un’altra indicazione di rilievo riguarda i mercati privati. Due terzi degli investitori (64%) vedono maggiori opportunità di investimento sostenibile nei mercati privati, sia per la maggiore disponibilità di pure-play (34%) sia esclusivamente nell’ambito degli investimenti a impatto (30%).

Gli investitori con la maggiore esposizione agli investimenti sostenibili (quelli con oltre il 30% del proprio portafoglio allocato in questi strumenti) sono particolarmente propensi a investire nei private markets: tra le motivazioni prevalgono l’interesse per l’innovazione (31%), la diversificazione di portafoglio (23%), e possibilità di intercettare investimenti high-growth (20%).

Noemi Primini

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