Msci: i dati sui rischi climatici ci sono, è ora di usarli

18 Mag 2026
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Non è più in discussione quanto il clima sia un rischio finanziario. Il punto è capire quanto il sistema finanziario sia capace di integrarlo nei propri meccansmi. Questa è la sintesi di un interessante contributo di Steve Bullock, Managing Director, Msci Research & Development, dopo la Climate Week di Zurigo di inizio maggio, dove Msci ha organizzato tre sessioni.

Un tema, si legge nel contributo, «ha attraversato gran parte dell’evento: il dibattito sulla misurabilità dei rischi climatici e naturali è stato in gran parte risolto. La domanda ora è: in che modo le istituzioni finanziarie stanno modificando il proprio modo di operare di conseguenza?».

Secondo Bullock, la Climate Week ha messo in luce un punto di stallo per gli investitori. «I dati ci sono. I quadri di riferimento sono già stati definiti. Ciò che manca è la risposta da parte degli investitori istituzionali nella creazione di strutture di governance che considerino queste informazioni come rilevanti, di processi di allocazione del capitale che riflettano l’esposizione specifica per area geografica e di una volontà di agire sulla base di analisi disponibili già da tempo».

Gli investitori, ha aggiunto, che integrano le informazioni sul clima e sulla natura nella selezione del portafoglio, nella gestione responsabile e nella gestione del rischio «si troveranno in una posizione migliore quando la regolamentazione diventerà più rigorosa e i mercati inizieranno a scontare questi rischi. L’opportunità di passare dalla consapevolezza all’applicazione è qui. È ora di coglierla».

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