Net Zero, Norges rallenta sull’engagement in assemblea
Il fondo sovrano norvegese, il più grande al mondo con 2.200 miliardi di dollari in gestione, starebbe riducendo il proprio impegno attivo sul clima nonostante le ambizioni dichiarate. È quanto sostiene un rapporto dell’organizzazione ambientalista Framtiden i Vaare Hender fornito a Reuters.
Come indicato nella rassegna stampa di questa settimana, dal 2022 il fondo, gestito da Norges Bank Investment Management (Nbim), si è posto l’obiettivo di portare tutte le circa 7.200 società in portafoglio alla neutralità carbonica entro il 2050, in linea con l’Accordo di Parigi. Per perseguire questo obiettivo, Nbim fissa aspettative per i consigli di amministrazione, vota nelle assemblee degli azionisti e può disinvestire in caso di inadempienza.
L’analisi del record di voto 2025 su 23 votazioni prioritarie in 12 società upstream di petrolio e gas rivela però che il fondo ha espresso disapprovazione del management solo in tre casi, votando contro la rielezione di amministratori in Petrobras, ExxonMobil e Chevron. Anche all’assemblea di Bp di aprile, secondo l’Ong, il fondo ha scelto di tutelare il board in tre occasioni distinte, non unendosi agli investitori che chiedevano maggiore trasparenza sulla strategia fossile.
Nbim ha replicato che il voto è solo uno degli strumenti a disposizione e che il dialogo bilaterale con le società in portafoglio prosegue.
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