Cbam, il Parlamento Ue amplia il perimetro
Il Parlamento europeo rafforza la propria posizione sul Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), il meccanismo Ue che mira ad allineare il prezzo del carbonio dei prodotti importati a quello sostenuto dai produttori europei soggetti all’Ets. Con 464 voti favorevoli, 50 contrari e 159 astensioni, l’Eurocamera ha approvato una posizione negoziale che amplia significativamente il perimetro del Cbam, includendo oltre 450 nuovi prodotti a valle rispetto all’attuale ambito di applicazione. Si tratta di un’estensione che va oltre la proposta della Commissione, che prevedeva circa 180 nuovi prodotti ad alta intensità di acciaio o alluminio, includendo categorie come componenti industriali, elettrodomestici, pannelli solari e pompe di calore.
L’ampliamento risponde anche alle criticità emerse durante la fase transitoria del Cbam, che hanno evidenziato il rischio che la produzione di beni a valle venga spostata verso Paesi con regole climatiche meno stringenti per evitare gli obblighi europei. Il Parlamento propone quindi di rafforzare le misure contro l’elusione, abbassando la soglia oltre la quale piccole modifiche a un prodotto possono essere considerate un tentativo di aggirare il meccanismo. Al tempo stesso, viene precisato che le nuove regole dovrebbero colpire esclusivamente le modifiche effettuate con l’obiettivo di eludere il Cbam, e non le normali decisioni industriali delle imprese. Tra le altre modifiche, il Parlamento propone di sostituire la possibilità di escludere temporaneamente alcuni beni dal Cbam in caso di shock dei prezzi con una destinazione temporanea dei relativi proventi ai settori colpiti.
Parallelamente, il Parlamento ha approvato la propria posizione sul Temporary Decarbonisation Fund (Tdf), destinato a sostenere i produttori europei esposti alla concorrenza sui mercati di esportazione. Il Fondo dovrebbe essere operativo già dal 2027 al 2029, anziché dal 2028 come proposto dalla Commissione, e potrebbe essere esteso ai produttori di fertilizzanti e agli operatori a valle che sostengono maggiori costi legati al carbonio. La posizione del Parlamento costituisce ora la base per i negoziati con il Consiglio Ue, che aveva già approvato a giugno la propria posizione sull’ampliamento del Cbam.
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