Allocazioni ancora insufficienti
“Adattamento bond”, tanta attesa e poca spesa
Il finanziamento dell’adattamento climatico tramite obbligazioni verdi è ancora agli inizi, nonostante l’aumento dell’interesse sul tema. È quanto emerge da un’analisi di Responsible Investor, che rileva come gli investitori in green bond si aspettino una maggiore allocazione da parte degli emittenti a favore di progetti di adattamento e resilienza. Secondo i dati di Goldman Sachs Asset Management, i framework per green bond che includono progetti di adattamento e resilienza hanno raggiunto quota 1.389 nel 2025, rispetto ai soli 18 del 2016. Inoltre, il tema della resilienza è già emerso in diverse operazioni di alto profilo.
Tuttavia, come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 461 “Adattamento, emittenti e investitori sempre più interessati”), la spesa effettiva in questo ambito è rimasta contenuta ed è ancora inferiore ai valori di riferimento indicati nei framework. Secondo un’analisi dell’Anthropocene Fixed Income Institute, su un totale di 3.200 miliardi di dollari raccolti in due decenni tramite obbligazioni con vincolo di destinazione dei proventi, appena 34,4 miliardi di dollari sono stati destinati all’adattamento. Sussiste quindi un divario significativo tra gli emittenti che includono l’adattamento tra le categorie ammissibili e quelli che effettivamente rendicontano l’allocazione di fondi a progetti di adattamento, nonostante il crescente interesse da parte degli emittenti, in particolare nel settore pubblico.
EMITTENTI PUBBLICI vs. PRIVATI
Gli emittenti del settore pubblico (sovrani, sovranazionali e agenzie) sono quelli che spendono di più in termini assoluti per il finanziamento della resilienza. L’analisi cita diversi dati a supporto. Secondo il set dati di Richardson, 28 miliardi di dollari di allocazioni provengono da emittenti del settore pubblico, mentre i servizi pubblici contano per 3,2 miliardi di dollari, il settore finanziario poco meno di 3 miliardi e gli altri settori aziendali 200 milioni di dollari. I dati di Barclays rivelano che gli emittenti sovrani in valuta forte hanno destinato poco più del 7% dei proventi a progetti di adattamento. In più, gli emittenti sovranazionali, le autorità locali ed emittenti garantiti o sponsorizzati da un governo compaiono tra i primi sette settori per allocazione proporzionale.
Nonostante la prevalenza di investimenti in adattamento e resilienza del settore pubblico, dovuto anche alla natura dei progetti finanziati, l’analisi metta in luce un dato interessante che emerge dai dati di Goldman Sachs. I progetti di adattamento sono sì sottorappresentati nell’allocazione aziendale, ma quando le aziende destinano i proventi delle obbligazioni a progetti di resilienza, tendono ad allocare una percentuale più elevata all’interno delle singole emissioni. Ciò è particolarmente evidente nel settore dei servizi pubblici, dove gli emittenti stanno investendo in infrastrutture resilienti ai cambiamenti climatici. Infine, è plausibile che alcuni progetti su resilienza e adattamento non siano rendicontati dagli emittenti come spese dedicate poiché integrate in progetti più ampi.
Alessia Albertin
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