Forum, 8 regole per investire Esg nell’AI

5 Nov 2026
In breve SRI Finance Commenta Invia ad un amico

L’intelligenza artificiale (IA) svolge un ruolo sempre più rilevante nel settore finanziario, offrendo nuove opportunità per la raccolta e l’analisi dei dati, la gestione dei rischi associati agli investimenti e il miglioramento dell’efficienza dei processi. Al tempo stesso, il suo sviluppo e la sua diffusione comportano rischi ambientali, sociali e di governance (Esg) che possono incidere sul raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

Per approfondire questi aspetti, il Forum per la Finanza Sostenibile ha realizzato il paper “Finanza sostenibile e intelligenza artificiale”, elaborato a partire dai contributi emersi da un Gruppo di lavoro  dedicato al tema e rivolto ai Soci dell’Associazione. Lo studio, pubblicato con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti, è stato presentato martedì, nell’ambito della 15ª edizione delle Settimane dell’Investimento Sostenibile e Responsabile (Settimane SRI).

Il documento approfondisce il ruolo della finanza sostenibile nel promuovere sviluppi e applicazioni dell’IA coerenti con il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e propone indicazioni concrete per valorizzarne i benefici e gestirne i rischi nelle scelte di
investimento, finanziamento e assicurazione.

Il paper raccoglie raccomandazioni e indicazioni operative rivolte agli operatori finanziari, con l’obiettivo di supportarli nella valutazione delle opportunità e dei rischi Esg legati all’intelligenza artificiale e nell’adozione di approcci coerenti con gli obiettivi di sostenibilità. Ecco le principali:
1. Tenere conto che la responsabilità ultima della supervisione dell’IA pertiene agli organi di amministrazione. I CdA sono chiamati a valutare rischi, opportunità e impatti dell’IA nel breve, medio e lungo termine, assicurando presidi di controllo e la presenza delle competenze necessarie a una governance efficace dell’IA.
2. Rafforzare la due diligence lungo la catena del valore, considerando i rischi legati all’IA nella selezione e gestione dei fornitori ed estendendo la valutazione a fornitori di dati, modelli e servizi di IA.
3. Analizzare aspetti legati alla governance dell’IA, tra cui: policy dedicate, trasparenza, supervisione umana, formazione dei CdA e sistemi di controllo interno, prevenzione dei bias discriminatori. Dove queste misure non sono presenti, incoraggiare le aziende a dotarsene tramite iniziative di dialogo (engagement).
4. Nelle loro scelte finanziarie, privilegiare processi di efficientamento e alimentazione da fonti rinnovabili dei data center e considerare i potenziali impatti negativi sulla biodiversità e sulle comunità locali. Inoltre, per garantire una transizione digitale socialmente sostenibile, dialogare con le aziende investite e fare advocacy con le istituzioni pubbliche chiedendo un maggior coinvolgimento
degli stakeholder locali e una maggior trasparenza nei processi di progettazione e realizzazione dei data center.
5. Per identificare eventuali strategie di greenwashing, verificare l’allineamento della comunicazione delle aziende del settore tech con le loro politiche di lobby.
6. Promuovere programmi di formazione al prompting, e adottare linee guida che sensibilizzino sull’importanza di evitare un utilizzo pervasivo dell’IA.
7. Tenere conto delle implicazioni per la parità di genere insite nei processi di transizione digitale, sia internamente sia rispetto alle aziende investite, finanziate o assicurate.
8. Contribuire a mitigare i rischi legati all’integrazione dell’IA in ambito militare firmando l’Investor Statement on Autonomous Weapon Systems (AWS).

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