analisi msci: mercato da 4mila mld annui al 2050

Adattamento? È già nel 43% delle aziende

13 Ott 2026
Notizie ESG Market Commenta Invia ad un amico
La società di rating analizza le opportunità: oltre 4 società su 10 dell’Msci Acwi dichiara almeno un prodotto o servizio che genera ricavi in questo ambito. Per gli investitori, la sfida è individuare le attività effettivamente rilevanti e collegarle ai rischi e ai territori in cui sono necessarie

L’adattamento climatico rappresenta un mercato globale da circa mille miliardi di dollari di ricavi annui, che potrebbe quadruplicare entro il 2050. È la stima di Gic, il fondo sovrano di Singapore, e Bain, ripresa da Msci nel contributo Capturing the Trillion-Dollar Adaptation Investment Opportunity, pubblicato il 10 settembre 2026, e nel podcast Sustainability Now del 2 ottobre.

Secondo le stime citate, circa la metà della crescita prevista del mercato sarebbe riconducibile al riscaldamento stesso. L’espansione della domanda riguarda prodotti e servizi che consentono a imprese, governi e famiglie di affrontare gli effetti delle condizioni climatiche, tra cui temperature estreme, siccità, alluvioni e incendi. Le soluzioni comprendono, tra le altre, sistemi di trattamento dell’acqua, raffrescamento, protezioni contro le inondazioni, tecnologie di previsione meteorologica, assicurazioni e servizi di project finance.

LO FA IL 43% DELLE SOCIETÀ

Secondo l’analisi di Msci sulle comunicazioni relative all’esercizio 2025 delle società appartenenti all’Msci Acwi Index, il 43% delle aziende analizzate dichiara almeno un prodotto o servizio legato all’adattamento climatico che genera ricavi.

Il dato misura la presenza di almeno una soluzione nelle comunicazioni societarie, non il peso dell’adattamento sul fatturato delle imprese né la quota di mercato direttamente investibile.

Infatti, come spiegato nel podcast Sustainability Now, le aziende nella maggior parte dei casi non riportano le attività di adattamento climatico come una voce separata nei propri bilanci o nelle proprie rendicontazioni. Di conseguenza diventa difficile per gli investitori individuare queste opportunità. Gli indizi utili a identificare i prodotti e i servizi di adattamento possono essere distribuiti tra le relazioni di sostenibilità, i siti aziendali e le descrizioni dei prodotti, rendendo necessaria una ricerca più ampia per ricondurre queste attività ai rischi climatici che intendono affrontare.

DIVERSI SETTORI, DIVERSE SOLUZIONI

L’analisi di Msci sulle comunicazioni relative all’esercizio 2025 delle società appartenenti all’Msci Acwi Index rileva che più della metà delle società attive nei settori industriale e finanziario dichiara prodotti e servizi legati all’adattamento, con la siccità e la resilienza alle inondazioni come temi ricorrenti in entrambi i settori. Le tipologie di servizi e prodotti, tuttavia, sono molto diverse.

Nel settore finanziario, le soluzioni citate riguardano soprattutto schemi di project finance, attività assicurative e servizi di consulenza. Le società industriali presentano invece una maggiore componente hardware, con particolare attenzione alle tecnologie di raffrescamento, rendendo il caldo estremo il rischio più comune affrontato dalle soluzioni presentate.

Anche le società informatiche sviluppano soluzioni legate all’adattamento, tra cui software per le previsioni meteorologiche, la prevenzione degli incendi e il monitoraggio dei rischi.

Altri settori possono avere un ruolo differente, come acquirenti delle tecnologie anziché fornitori. È il caso dei Consumer Staples, le cui attività dipendono dall’agricoltura, dalle catene di approvvigionamento e dai sistemi di refrigerazione. Pertanto, anche se un settore non emerge come leader nello sviluppo di soluzioni di adattamento, potrebbe comunque rappresentare uno dei maggiori acquirenti e utilizzatori finali di tali tecnologie.

ADATTAMENTO E DECARBON, TEMPI DIVERSI

Il podcast di Msci mette in discussione la contrapposizione tra investimenti nell’adattamento e investimenti nella decarbonizzazione, distinguendo gli orizzonti temporali dei due fenomeni. Il riscaldamento previsto da qui al 2050 è, in larga misura, già determinato. Ridurre le emissioni oggi non modifica sostanzialmente la necessità di adattamento nei prossimi 25 anni, ma incide sull’entità dei costi che si manifesteranno nel periodo successivo.

Adattamento e riduzione delle emissioni rispondono quindi a esigenze collocate su orizzonti temporali differenti. Il primo riguarda la preparazione agli impatti climatici già attesi; la seconda contribuisce a determinare l’entità degli impatti e dei costi futuri.

Nella conclusione del podcast, Msci richiama la necessità per gli investitori di collegare tre elementi: le soluzioni disponibili sul mercato, i luoghi in cui sono necessarie e l’orizzonte temporale dell’investimento. L’adattamento viene così presentato non come una resa di fronte al cambiamento climatico o una scommessa contro la transizione, ma come il riconoscimento che il clima è già cambiato e che l’economia sta già reagendo, seppure in modo disomogeneo, in funzione di rischi specifici, territori e livelli di preparazione molto diversi tra loro.

Noemi Primini

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