ET.beyond_csrd/2 - Davide Galbiati, Responsabile dell’U.O. Bilancio

Alba Leasing: «Fuori dalla Csrd, senza uscire dall’Esg»

11 Feb 2026
Interviste Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Il Responsabile dell’U.O. Bilancio spiega come, nonostante l’esclusione dall’obbligo Csrd, il percorso di sostenibilità prosegue in continuità con le rendicontazioni volontarie. Un approccio graduale che punta sul consolidamento dei processi e sullo sviluppo della materialità finanziaria

L’Esg non è solo compliance: dietro le regole «riverbera una prospettiva di vera sostenibilità nel medio lungo termine». Lo racconta Davide Galbiati, Responsabile dell’U.O. Bilancio, segnalazioni di vigilanza e controllo di gestione di Alba Leasing, in questa nuova intervista della serie che ETicaNews dedica alle aziende che verranno escluse dall’obbligo di rendicontazione Csrd una volta entrata in vigore la Direttiva Omnibus. «Alba Leasing ha deciso di andare in continuità con le precedenti rendicontazioni volontarie di sostenibilità», spiega Galbiati, sottolineando come gli elementi sviluppati nel percorso di avvicinamento alla Csrd vengano mantenuti e integrati, pur in un contesto di priorità e risorse parzialmente ricalibrate. La preparazione alla direttiva ha infatti portato alla creazione di tavoli di lavoro, al coinvolgimento di diverse funzioni aziendali e al consolidamento dei processi di raccolta dati, che verranno mantenuti, senza però prevedere strutture Esg dedicate né riduzioni di organico. Nell’intervista emerge anche un approccio graduale alla doppia materialità, «non ancora pienamente applicata ma oggetto di un percorso per lo sviluppo della materialità finanziaria che dovrebbe trovare compimento con il Report di Sostenibilità 2026», sottolinea Galbiati. Sullo sfondo, un contesto di stakeholder in evoluzione: da un lato le richieste crescenti delle controparti finanziarie, dall’altro un rallentamento di interesse nei confronti Esg legato alle semplificazioni normative del pacchetto Omnibus e al quadro geopolitico.

Alla luce dell’esclusione dall’obbligo Csrd, come avete scelto di posizionarvi?
Alba Leasing S.p.A. ha deciso di andare in continuità con le precedenti rendicontazioni volontarie di sostenibilità, integrando gli aspetti sviluppati durante la preparazione all’applicazione della Csrd.

L’esclusione dall’obbligo ha avuto impatti su priorità, budget e commitment del management?
L’esclusione dall’obbligo ha spostato, in parte, la focalizzazione su altri aspetti ritenuti in quel momento prioritari pur mantenendo viva l’attenzione al tema.

Prima dell’esclusione avevate già rafforzato governance e processi interni? Oggi pensate di mantenere queste strutture?
Sì, prima dell’esclusione la Società si stava preparando all’applicazione della direttiva Csrd. Sono stati messi a terra tavoli di lavoro e programmi specifici con consulenti esterni al fine di portarci quanto prima compliant alla normativa. Alba Leasing S.p.A. andrà in continuità con quanto fatto finora in termini di rendicontazione non finanziaria e laddove possibile svilupperà, aspetti squisitamente riferiti alla Csrd. Ad oggi il personale che si occupa di Esg è suddiviso tra i vari uffici sulla base di funzioni specifiche, non c’è in programma l’implementazione di strutture dedicate ma neppure la riduzione di organico con funzioni Esg.

Come è evoluta la raccolta dei dati Esg? Continuerete a investire su sistemi e digitalizzazione?
Non sono stati introdotti strumenti IT specifici bensì le varie unità organizzative sono state coinvolte in prima persona per il reperimento e l’elaborazione dei dati, consultando i principali provider operanti nel settore. Ciò che è già stato messo a terra e consolidato verrà mantenuto, così come la collaborazione con i vari uffici per il reperimento dei dati.

Avete svolto l’analisi di doppia materialità? Come pensate di usarla in futuro?
Non è stata raggiunta una vera e propria doppia materialità, comprendendo anche i possibili impatti in bilancio. Tuttavia, è in corso un percorso per lo sviluppo della materialità finanziaria che presumibilmente troverà compimento con il Report di Sostenibilità 2026. Il progetto è quello di proseguire con il percorso iniziato e di applicare la doppia materialità il prima possibile.

Le semplificazioni Esrs e i Vsme possono essere utili?
Ad oggi si è rendicontato secondo i Gri Standards e, in un processo ibrido che mirava ad avvicinarsi alla rendicontazione secondo i dettami della Csrd, la survey per l’analisi di materialità è stata eseguita in conformità agli Esrs. L’adozione dei Vsme è in fase di valutazione.

Quali stakeholder hanno inciso di più nelle vostre scelte?
Nell’ultimo biennio si sono potuti ravvisare due scenari. Il primo caratterizzato da un crescente interesse da parte degli Stakeholder ed in particolare delle controparti finanziarie con richieste di report ed interviste sul nostro posizionamento Esg, anche ai fini di accesso al funding wholesale. Gran parte delle aziende nostre fornitrici hanno a loro volta obblighi di rendicontazione e sviluppano progetti Esg (banche, finanziarie, grandi società di servizi).
Il secondo, a seguito del pacchetto Omnibus e della situazione geopolitica, marcato da un rallentamento di interesse nei confronti Esg, essendosi non solo ridotti gli obblighi di rendicontazione ma anche la loro complessità. Si percepisce maggior gradualità nel processo di adeguamento ai nuovi standard normativi.

Come avete comunicato i cambiamenti legati all’Omnibus?
Si è cercato di essere quanto più chiari possibile, facendo puntualmente riferimento alle normative in essere in quel momento, senza specifiche ipotesi sul tema. Tuttavia, è importante non far passare in secondo piano la questione Esg, che riverbera, dietro quello che potrebbe essere un aspetto di compliance, una prospettiva di vera sostenibilità nel medio lungo termine.

Posizionamento chiaro o attendista?
Come precedentemente citato l’azienda proseguirà il percorso intrapreso. Premesso ciò, alla data attuale prevediamo iniziative limitate per incentivare tale ambito.

Guardando al 2026, quali sono le priorità? In che modo la Csrd continuerà a influenzarvi?
Come detto in precedenza, andare in continuità con quanto fatto, senza battute di arresto ma aggiungere, passo dopo passo, nuove informazioni utili al percorso di sostenibilità.
L’applicazione della Csrd non sembra ad oggi impattarci, resta però un modello importante al quale guardare per efficientare la nostra rendicontazione di sostenibilità ed il nostro modello Esg.

Giulia Bandini

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