La ricerca presentata all’evento “Esg: dall’interazione all’integrazione” mostra quali indicatori oggi guardano maggiormente gli investitori tra i comportamenti Esg delle aziende. Clima, Diritti Umani, retribuzioni Esg e Tnfd, questi alcuni dei parametri più richiesti
La banca centrale europea ha affermato che il cambiamento climatico sarà incorporato nei suoi acquisti di obbligazioni societarie, nei requisiti di informativa e nella gestione del rischio. Saranno quindi privilegiate le aziende più attente alle emissioni di Co2 ed escluse quelle meno sostenibili
Il Parlamento ha respinto una mozione contro l’inclusione del gas e del nucleare tra le attività economiche eco-sostenibili. Il Parlamento europeo non ha respinto l’atto delegato sulla tassonomia della Commissione […]
«Entro il 31 dicembre 2025, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) istituirà e gestirà un punto di accesso unico europeo (“Esap”) che fornirà un accesso elettronico centralizzato […]
Il nuovo modello di Enel consente di misurare il valore creato per tutti gli stakeholder con cui interagisce, attraverso nuove grandezze economico-finanziarie in evoluzione dinamica. È stato costruito per raggiungere obiettivi sia in termini di profittabilità sia di possibili benefici per i diversi stakeholder
L'Authority europea ha pubblicato lunedì 27 giugno una lettera alla Commissione europea fornendo i risultati della Call for Evidence lanciata a febbraio scorso per raccogliere informazioni sulla struttura del mercato dei providers dei rating Esg nell'Unione europea
Un report analizza le tre diverse proposte di standard Esg oggi in discussione. Dalle analisi si comprende che tutte e tre le proposte si basano sul Tcfd e che le maggiori differenze riguardano il livello di dettaglio delle informazioni strategiche e delle Scope 3
Martedì 7 giugno è stato raggiunto un accordo provvisorio sulla bozza di legge che mira a garantire la parità di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa nell'Ue. Per la nuova legge almeno il 40% degli amministratori non esecutivi dovrebbero essere donne
Il Parlamento europeo ha adottato giovedì 9 giugno una risoluzione che chiede il divieto di importazione nel mercato dell’Ue di prodotti realizzati con il lavoro forzato. Questo strumento rafforzerebbe il percorso legislativo in corso per la Corporate Sustainability Due Diligence Directive
Martedì 14 giugno, in una riunione congiunta della Commissione Econ (problemi economici e monetari) e della Commissione Envi (ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare), i deputati hanno adottato un’obiezione alla […]