Bce: dal 2022 i rischi climatici negli stress test delle banche europee

ET.Pro
10 Dic 2020
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Dal 2022 i rischi climatici entreranno a pieno titolo negli stress test delle banche europee. Lo ha confermato la Banca centrale europea, lo scorso 27 novembre, in occasione della pubblicazione del testo definitivo della “Guide on climate-related and environmental risks” (vedi l’articolo Guida Bce su rischi-clima per le banche). «La guida spiega come la Bce si aspetta che le banche gestiscano in modo prudente e divulghino in modo trasparente tali rischi in base alle attuali regole prudenziali», si legge in una nota. Il documento è stato pubblicato al termine di una consultazione pubblica sui rischi ambientali che si è conclusa lo scorso 25 settembre (vedi la news Bce, il 25 settembre stop alla consultazione sulla gestione del rischio climatico), ha ricevuto oltre 50 commenti da parte di una vasta platea di stakeholder e sarà «immediatamente applicabile».

Francoforte ha anche delineato i prossimi passaggi che vedranno un’iniziale richiesta alle banche di condurre, nel 2021, un’autovalutazione alla luce delle aspettative di vigilanza delineate nella guida, e di elaborare piani d’azione su tale base. La Banca centrale effettuerà un esame completo delle autovalutazioni nel 2022 le metterà in discussione nel dialogo con le autorità di vigilanza nazionali competenti (Ncas). In seguito, inserirà i rischi legati al clima nei prossimi stress test programmati, appunto, nel 2022.

Nel report “ECB report on institutions’ climate-related and environmental risk disclosures” pubblicato insieme al testo della Guida sui rischi climatici, la Bce rileva un ritardo, da parte delle banche, nella comunicazione dei rischi climatici e ambientali. «Sebbene vi sia stato un certo miglioramento rispetto all’anno precedente, le banche devono compiere sforzi significativi per supportare meglio le loro dichiarazioni di disclosure con informazioni quantitative e qualitative rilevanti. Nella seconda metà del 2021 la Bce intende individuare le lacune rimanenti e discuterne con le banche».

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