Bruni (Nisb): pochi i report di impatto delle società benefit

ET.Pro
3 Nov 2021
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«Si è una vera società benefit quando si informa l’opinione pubblica e i propri stakeholder del cambiamento che si è riusciti a generare sui destinatari dei benefici comuni che la società benefit ha deciso di generare. Purtroppo, stando ad alcune fonti, solo poco più del 20% delle so0cietà benefit ha fatto almeno una valutazione d’impatto e poco più del 4% lo ha fatto e pubblicato sul proprio sito web tutte le volte che avrebbe dovuto. Peccato, perché tutte quelle che non lo fanno, e sono troppe,  seminano dubbi sulla loro reale intenzione di essere una società benefit, oltre che trasgredire a un obbligo di legge». A dichiararlo è Giuseppe Bruni, presidente del Network italiano società benefit (Nisb), sulla base, si legge in una nota, degli elenchi Cciaa a marzo 2021, del Registro società benefit, e di fonti giornalistiche varie a settembre 2021.

Le società benefit, prosegue la nota, hanno l’obbligo di legge, dopo il primo anno, di stilare la valutazione d’impatto e renderla pubblica. Si tratta di un documento che rendiconta gli effetti dei cambiamenti prodotti dall’azienda sui destinatari del beneficio comune che hanno deciso di generare.

Per stimolare le società benefit a rendicontare e rendere pubblico l’impatto positivo che stanno apportando alla società, il Nisb e il suo Osservatorio Nazionale sulle Valutazioni d’Impatto hanno lanciato il premio Impact Award per premiare la migliore valutazione d’impatto delle società benefit. Venerdì 5 novembre, a Firenze, è prevista la premiazione delle migliori candidate.

 

 

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