proposta nel nuovo quadro di resilienza di Bruxelles

Clima, Madrid chiede Fondo adattamento Ue

14 Set 2026
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La Spagna ritiene che per proteggere la sicurezza, la prosperità e la competitività non siano più sufficienti le politiche reattive, ma è necessario uno strumento finanziario per l’adattamento climatico, e prendere in considerazione anche strumenti di debito comune all’Ue

La Spagna ha chiesto all’Unione europea di dotarsi di un fondo specifico per l’adattamento climatico e di introdurre obiettivi vincolanti in materia, in un contesto in cui i costi dell’accelerazione del cambiamento climatico continuano ad aumentare (si veda la Rassegna Stampa aumentata ESG/457). Nell’estate appena trascorsa, caldo record e incendi boschivi hanno colpito diversi Paesi dell’Ue, confermando la crescente esposizione del continente agli eventi estremi. Proprio la Spagna è anche uno dei Paesi più duramente colpiti. Madrid calcola che i Paesi dell’Unione europea abbiano accumulato 822 miliardi di euro (955 miliardi di dollari) di perdite dovute al cambiamento climatico e alle condizioni meteorologiche estreme dal 1980. Circa un quarto di queste perdite si concentra nel periodo 2021-2024, il dato più recente disponibile.

Nell’ambito della sua strategia net zero al 2050, la Ue sta aggiornando la sua Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, ampliandola in un Quadro integrato di resilienza climatica (European Climate Resilience and Risk Management Integrated Framework) che verrà presentato il prossimo 20 ottobre. Il framework si pone l’obiettivo di incorporare la capacità di adattamento al cambiamento climatico in tutte le politiche dell’Unione.

IL NUOVO FRAMEWORK DI RESILIENZA UE

Il quadro europeo integrato per la resilienza climatica comprenderà una proposta legislativa di regolamento e misure non legislative. L’iniziativa integra il principio della «resilienza climatica fin dalla progettazione» (by design) in tutte le politiche, i settori e le decisioni di finanziamento, sulla base di un solido approccio scientifico. La proposta legislativa prevede uno scenario di riferimento per l’Europa basato su un riscaldamento globale di 3 °C, e l’obbligo per l’Ue e gli Stati membri di designare dei «responsabili del rischio» per ogni rischio climatico rilevante nei settori chiave. L’iniziativa propone strumenti di supporto decisionale per la sensibilizzazione e la valutazione dei rischi climatici, assistenza finanziaria, tecnica e strategica per le autorità locali, nonché misure volte a potenziare i finanziamenti a favore della resilienza, mobilitare gli investimenti privati e colmare il divario nella copertura assicurativa. Essa mira inoltre a incoraggiare lo sviluppo di prodotti, servizi e soluzioni innovative per la resilienza climatica.

Il dibattito pubblico solleva dubbi sulla mancanza di fondi specifici dedicati e di meccanismi sanzionatori. A settembre l’Ufficio Studi del Parlamento europeo ha pubblicato un’analisi sul nuovo Framework in cui dà conto delle posizioni di molteplici stakeholder del mondo economico.

LA RICHIESTA DI MADRID

Secondo quanto pubblicato da Reuters, Madrid ritiene che per proteggere la sicurezza, la prosperità e la competitività non siano più sufficienti le politiche reattive, ma è necessario un Fondo europeo per l’adattamento climatico. In particolare, in una lettera al commissario europeo per il Clima Wopke Hoekstra, la ministra dell’Ambiente Sara Aagesen suggeriva di raccogliere entrate attraverso prelievi, compresa un’imposta sui profitti del petrolio e del gas e di prendere in considerazione anche strumenti di debito comune all’Ue. La proposta, riportata per la prima volta dal Financial Times venerdì 4 settembre, chiedeva valutazioni del rischio climatico ogni cinque anni a livello europeo, nazionale e regionale, da integrare nella pianificazione pubblica, nelle infrastrutture, nell’uso del suolo e nelle decisioni di investimento. Suggeriva di introdurre obiettivi di adattamento vincolanti a breve, medio e lungo termine, inizialmente riguardanti settori tra cui acqua, salute, infrastrutture, foreste, turismo, agricoltura e pesca. Tra le altre proposte, un sistema europeo pubblico-privato di riassicurazione e obbligazioni legate al rischio climatico per contribuire a coprire le perdite causate dalle condizioni meteorologiche estreme.

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