L'analisi del World Resources Institute

Deforestazione, ancora ritardo su Cop26

6 Mag 2022
Notizie Sustainability Trend Commenta Invia ad un amico
Il Global Forest Watch mostra che nel 2021 i tropici hanno perso 11,1 milioni di ettari di copertura arborea. La deforestazione, causata in gran parte da incendi e agricoltura, colpisce soprattutto le foreste pluviali, ma anche quelle boreali e settentrionali. Oltre 140 Paesi sono in ritardo rispetto agli obiettivi presi alla Cop26

Dieci campi da calcio al minuto. È questa la velocità con cui il Pianeta ha perso foreste tropicali nel 2021. Lo rivela la nuova analisi pubblicata dal Global Forest Watch del World Resources Institute, nella sezione Forest Pulse che viene aggiornata annualmente utilizzando i dati sulle perdite di copertura arborea dell’Università del Maryland per fornire una panoramica completa sulle aree dove le foreste sono state perse in tutto il mondo. I dati mostrano che l’anno scorso i tropici hanno perso 11,1 milioni di ettari di copertura arborea. Particolarmente preoccupanti sono i 3,75 milioni di ettari persi nelle foreste pluviali primarie tropicali, aree di grande importanza per lo stoccaggio del carbonio e la biodiversità.

La deforestazione tropicale non solo procede a un ritmo costante negli ultimi anni, ma solo nel 2021 è responsabile di 2,5 Gt di emissioni di biossido di carbonio e di oltre il 7% delle emissioni globali di anidride carbonica. La fotografia scattata dall’organizzazione no profit di ricerca, quindi, mostra anche quanto in ritardo sono le nazioni rispetto agli impegni che hanno promesso di portare a termine entro la fine di questo decennio. Alla conferenza sul clima delle Nazioni Unite, che si è tenuta nel 2021 a Glasgow, infatti, più di 140 Paesi si sono impegnati ad «arrestare e invertire la perdita di foreste entro il 2030». Per realizzare questo obiettivo è necessario un calo costante della deforestazione ogni anno per il resto del decennio. Ma, a eccezione di alcuni Paesi, questa diminuzione non si sta ancora verificando nei tropici.

LA DEFORESTAZIONE NEL MONDO

La perdita globale di 3,8 milioni di ettari di foresta tropicale del 2021 segna un calo dell’11% rispetto all’anno precedente, mentre nel 2020 si era rilevato un aumento del 12% rispetto al 2019. La variazione da un anno all’altro è dovuta in gran parte agli incendi. Ma non è solo la situazione delle foreste tropicali a preoccupare: le foreste boreali, soprattutto quelle russe, hanno subito perdite senza precedenti nel 2021, in gran parte causate da incendi. Anche nelle foreste settentrionali si registra ogni anno una massiccia perdita di alberi, causata sia dall’industria forestale che dagli incendi. Tuttavia, queste perdite ammontano a meno del 4% della deforestazione perché le foreste settentrionali, a differenza di quelle tropicali, tendono a ricrescere.

Nello specifico, l’analisi pubblicata dal World Resources Institute mostra che il Brasile, il Paese che ospita più foreste pluviali al mondo, ha perso 1,5 milioni di ettari, il 40% del totale globale e una quantità tre volte più grande rispetto alla perdita registrata dalla Repubblica Democratica del Congo, che si è guadagnata il secondo posto nella triste classifica della deforestazione mondiale. Nel 2021 in Brasile la perdita di alberi non causata da incendi è aumentata del 9%, il tasso più alto segnalato in Amazzonia dal 2006. Gli scienziati hanno documentato con preoccupazione che l’Amazzonia si sta avvicinando al punto critico in cui il cambiamento climatico muterà l’area verso ecosistemi simili alla savana.

L’Indonesia, il Paese con la terza più grande quantità di foresta pluviale, ha registrato per il quinto anno di fila una riduzione della perdita di foreste, con un calo del 25% nel 2021 rispetto al 2020. Inoltre, l’anno scorso lo Stato ha aggiornato i suoi impegni climatici. La Bolivia, invece, ha registrato il terzo più alto tasso di perdita di foreste l’anno scorso, con circa un terzo dei suoi 291mila ettari distrutti da incendi.

Alessia Albertin

0 commenti

Lascia un commento