ANALISI DEL REPORT DI MORNINGSTAR SUI FONDI SOSTENIBILI

Esg, inversione storica dei flussi nel 2025

3 Mar 2026
Notizie ESG Market Commenta Invia ad un amico
Nel 2025 i fondi sostenibili hanno registrato per la prima volta deflussi netti annuali, pari a 84 miliardi di dollari. Secondo i dati di Morningstar, il calo ha coinvolto sia le strategie attive sia, per la prima volta, quelle passive, mentre il resto del mercato dei fondi ha continuato a crescere

Nel corso del 2025, per la prima volta i fondi sostenibili hanno registrato dei deflussi, per un valore netto è pari a 84 miliardi di dollari, segnando un’inversione rispetto agli afflussi pari a 38 miliardi di dollari registrati nel 2024.

Questo è quanto emerge dai dati di Morningstar riportati nel report Global Sustainable Fund Flows aggiornato al quarto trimestre 2025. I flussi restano in territorio negativo per il secondo trimestre consecutivo, sebbene con un’intensità inferiore rispetto alla precedente rilevazione: nel quarto trimestre i deflussi netti stimati sono stati pari a 27 miliardi di dollari, contro i quasi 55 miliardi registrati nel terzo trimestre. E questo ha spinto in negativo l’intero anno.

Il fenomeno ha coinvolto non solo le strategie attive ma, per la prima volta, anche quelle passive. Nel corso del 2025, infatti, i fondi sostenibili attivi hanno subito riscatti record per 49 miliardi di dollari, mentre i fondi Esg passivi hanno segnato i primi deflussi annuali della loro storia, pari a quasi 35 miliardi di dollari. Al contrario, l’universo globale dei fondi aperti ed Etf ha registrato afflussi per quasi 1,7 trilioni di dollari nello stesso periodo.

Non solo, analizzando le rilevazioni annuali, dopo il picco del 2021, i flussi verso i prodotti sostenibili hanno evidenziato un progressivo rallentamento anno dopo anno; le strategie attive, in particolare, segnano deflussi annuali ininterrotti dal 2023.

 

LE CONTRADDIZIONI

Eppure, la stessa Morningstar evidenzia aspetti contraddittori in questi numeri. Il report, infatti, menziona l’indagine del 2025 condotta dal Morgan Stanley Sustainability Institute, l’88% degli investitori retail globali è interessato agli investimenti sostenibili (in particolare la popolazione più giovane). Allo stesso modo, l’86% degli asset owner prevede di aumentare le allocazioni agli investimenti sostenibili nei prossimi due anni.

Tra le possibili spiegazioni, potrebbe esserci il fenomeno del cambio di “cappello”, ovvero di spostamento dei capitali verso prodotti non monitorati, ma molto più orientabili alla sostenibilità. «Gran parte del deflusso in entrambi i trimestri – scrive infatti Morningstar – è derivato dai rimborsi da parte di grandi investitori istituzionali britannici che hanno trasferito le attività dai fondi Esg comuni a mandati Esg separati su misura» (vedi articolo Deflussi dai fondi? Ma è una riscossa Esg).

I DEFLUSSI A LIVELLO GEOGRAFICO

Sul fronte della raccolta, il 2025 si configura come un vero annus horribilis anche per i fondi sostenibili domiciliati in Europa, che per la prima volta hanno chiuso l’anno in territorio negativo. A soffrire maggiormente sono stati i comparti azionari, mentre gli obbligazionari hanno mostrato maggiore tenuta, terminando con flussi ancora positivi.

Nel quarto trimestre i deflussi netti si sono attestati a 20 miliardi di dollari, dopo i deflussi record di 49,6 miliardi (dato rivisto) del trimestre precedente. A pesare in modo significativo, come detto, sono stati soprattutto i riscatti dei grandi investitori istituzionali del Regno Unito, che hanno disinvestito da fondi Esg comuni per riallocare verso mandati Esg su misura, non inclusi nel database di Morningstar.

Passando oltreoceano, negli Stati Uniti i fondi sostenibili hanno registrato deflussi netti per il tredicesimo trimestre consecutivo, per un totale di 4,6 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2025. Nel quarto trimestre del 2025 i deflussi netti si sono attestati a 4,6 miliardi di dollari, in lieve miglioramento rispetto ai 4,8 miliardi (dato rivisto) del trimestre precedente.

Nel complesso, l’anno si è chiuso con uscite per 21 miliardi di dollari, concentrate in larga parte nei fondi azionari.

Anche il resto del mondo, nel complesso, ha registrato deflussi.

 

Noemi Primini

 

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