call for evidence dell'Eac fino al 30 giugno

Finanza e Net Zero, Londra apre indagine

9 Giu 2022
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L’Environmental Audit Committee del Parlamento del Regno Unito lancia un'indagine sui contributi delle istituzioni finanziarie, compresi i firmatari britannici della Glasgow Financial Alliance for Net Zero, verso la transizione al Net zero, l'energia green e il taglio ai combustibili fossili

L’Environmental Audit Committee (Eac) del Parlamento britannico ha annunciato il lancio di una nuova indagine per esaminare il ruolo del settore finanziario nella transizione verso il Net zero del Regno Unito. Nello specifico, l’Eac indagherà i contributi delle istituzioni finanziarie, compresi i firmatari britannici della Glasgow Financial Alliance for Net Zero, verso la graduale riduzione dei finanziamenti per l’estrazione di combustibili fossili e nel promuovere la transizione verso l’energia green, secondo gli obiettivi climatici e ambientali stabiliti dal governo. Per il Comitato, infatti, nonostante la rapida crescita degli impegni Net zero, molti Stati e istituzioni finanziarie devono ancora prendere impegni espliciti.

Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 300 “Londra lancia indagine sulla finanza per il Net zero”), l’iniziativa esaminerà una serie di questioni legate alla decarbonizzazione, tra cui anche il ruolo dell’Alliance nella transizione e le sue politiche sui combustibili fossili e sugli investimenti nelle energie rinnovabili; l’impatto geopolitico dell’invasione russa dell’Ucraina sui piani di investimento energetico; gli investimenti per la generazione, la distribuzione e lo stoccaggio di energia rinnovabile; la posizione dell’Agenzia internazionale dell’energia. Per lo studio, l’Eac sta cercando di ottenere i contributi da player in diverse aree chiave dell’industria. La call for evidence accetterà l’invio di osservazioni scritte fino al 30 giugno 2022.

L’INDAGINE

Nel suo annuncio, il Comitato invita chiunque abbia opinioni sul ruolo della finanza privata nel decarbonizzare l’economia a presentare prove scritte, rispondendo alla call for evidence entro la fine del mese. Ai fini dell’indagine, il Committee spera di ottenere i contributi da diversi player in diverse aree chiave del settore finanziario britannico. Nello specifico, l’Eac chiede osservazioni in relazione a una serie di iniziative di decarbonizzazione e al loro impatto, tra cui gli approcci aziendali al finanziamento di progetti sui combustibili fossili già esistenti; la potenziale efficacia del settore finanziario, anche attraverso iniziative come l’Alleanza, nell’incoraggiare la decarbonizzazione dell’economia in tempo per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C; i percorsi per ridurre gli investimenti nell’estrazione di combustibili fossili; gli investimenti, in corso e pianificati, nella produzione, distribuzione e stoccaggio di energia rinnovabile; gli impatti causati dall’interruzione delle catene di approvvigionamento e dalle perturbazioni dei mercati dell’energia in seguito all’invasione russa dell’Ucraina sulla velocità ed entità dei piani di disinvestimento, e le misure adottate per attenuare gli eventuali effetti; e i percorsi verso il ritiro responsabile degli asset dai combustibili fossili, in modo compatibile con l’interesse nazionale e gli obblighi internazionali del Regno Unito sul clima.

Inoltre, il Comitato sta scrivendo ai principali firmatari della Glasgow Financial Alliance for Net Zero che hanno la sede o operazioni sostanziali nel Regno Unito, chiedendo loro una dichiarazione pubblica su una o più questioni. La richiesta di informazioni dell’Eac riguarda le politiche sui combustibili fossili e sugli investimenti nelle tecnologie per le energie rinnovabili delle società aderenti all’iniziativa. Ai membri viene anche chiesto se i recenti eventi geopolitici abbiano avuto un impatto sulla loro opinione riguardo le conclusioni dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) del maggio 2021, secondo cui non sono necessari nuovi investimenti sui combustibili fossili per soddisfare il fabbisogno energetico globale se viene seguito il percorso energetico stabilito dall’Aie per raggiungere il Net zero entro il 2050.

RUOLO CRUCIALE

L’indagine dell’Environmental Audit Committee arriva a un anno dal lancio della Glasgow Financial Alliance for Net Zero, che a novembre 2021 contava tra i suoi membri oltre 450 società finanziarie di 45 Paesi, responsabili di asset per 130 trilioni di dollari. Oggi l’Alliance rappresenta quasi il 40% del totale delle attività finanziarie private globali. Le società aderenti si sono impegnate ad accelerare e rendere “mainstream” la decarbonizzazione dell’economia mondiale e a raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050. Il Comitato parlamentare ritiene sia l’iniziativa globale sia le istituzioni finanziarie del Regno Unito cruciali per determinare se i target del governo britannico sui bilanci di carbonio e sul Net zero saranno raggiunti. Per questo le loro policy e strategie saranno al centro dell’inchiesta.

Tuttavia, nella dichiarazione in cui annuncia il lancio dell’indagine, l’Eac ha sottolineato che, nonostante la rapida crescita degli impegni Net zero e il ruolo importante dei combustibili fossili nel contribuire alle emissioni di carbonio a livello globale, «diversi Stati e istituzioni finanziarie devono ancora prendere impegni espliciti per eliminare rapidamente i combustibili fossili o per essere più trasparenti per quanto riguarda la loro esposizione agli investimenti nei combustibili fossili».

Philip Dunne, presidente dell’Environmental Audit Committee, ha spiegato che «Mobilitare le istituzioni finanziarie per sostenere la decarbonizzazione dell’economia, ad esempio attraverso il lavoro della Glasgow Financial Alliance for Net Zero, è stata una caratteristica chiave della presidenza britannica della Cop. Un anno dopo il lancio dell’iniziativa da parte di Mark Carney, il nostro Comitato è entusiasta di esplorare come questa attività possa essere il più efficace possibile nel ridurre le emissioni globali. Collettivamente, l’Alleanza rappresenta quasi il 40% delle attività finanziarie private globali e costituisce un’enorme opportunità per influenzare azioni significative per ridurre le emissioni e sostenere la generazione di energia rinnovabile».

Alessia Albertin

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