ANALISI DEL SECONDO TRV DI ESMA

Fondi Esg, boom di rinnovabili e transizione

22 Set 2026
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Nel primo semestre 2026 i fondi sulle energie rinnovabili raccolgono 2,8 miliardi di euro, mentre quelli sulla transizione arrivano a 20 miliardi. Positivi anche i flussi degli articolo 9 nei due segmenti. Inizio d’anno positivo anche tra i private fund

Rinnovabili e transizione trainano i flussi dei fondi Esg europei nel primo semestre 2026. Secondo i dati riportati da Esma nel secondo TRV Risk Monitor dell’anno, i due segmenti di fondi azionari tematici hanno registrato una ripresa della raccolta, con flussi positivi anche per i prodotti classificati come articolo 9 Sfdr.

In particolare, i fondi dedicati alle energie rinnovabili, un universo di 49 fondi con 17 miliardi di euro di masse gestite, hanno registrato 2,8 miliardi di euro di afflussi netti, pari al 16% degli Aum. Di questi, i 26 fondi articolo 9, che gestiscono 9,1 miliardi di euro, hanno raccolto 1,3 miliardi, equivalenti al 14% degli Aum.

Numeri ancora più consistenti, in valore assoluto, si registrano per i transition fund, che investono in strategie orientate al passaggio verso un’economia a basse emissioni, senza focalizzarsi esclusivamente sulle energie rinnovabili.

Il segmento conta 363 fondi, con masse in gestione complessive pari a circa 207 miliardi di euro. Questi fondi nel primo semestre 2026 hanno registrato 20 miliardi di euro di afflussi netti, pari all’1% degli Aum. Anche in questo caso, gli articolo 9 hanno evidenziato flussi positivi: i 101 fondi appartenenti alla categoria, con 22,5 miliardi di euro di masse, hanno raccolto 660 milioni di euro, pari al 2,9% degli Aum.

Esma rileva inoltre che i flussi verso queste strategie si inseriscono in un contesto di forte crescita delle azioni europee legate alle energie rinnovabili: tra gennaio 2025 e la fine di giugno 2026, l’indice europeo delle rinnovabili ha guadagnato circa il 50%, sovraperformando lo Stoxx 600.

LA RACCOLTA COMPLESSIVA RESTA SOTTO PRESSIONE

La dinamica dei due segmenti si colloca in un mercato Esg caratterizzato da andamenti differenziati. Nel complesso, i fondi articolo 9 hanno registrato nel semestre deflussi netti per 0,3 miliardi di euro, pari allo 0,3% degli Aum, proseguendo una serie di trimestri con deflussi. I fondi articolo 8 hanno invece raccolto 145 miliardi di euro, equivalenti al 2,3% degli Aum.

A sostenere i flussi dei fondi Esg sono state soprattutto le strategie fixed income, che hanno continuato a rappresentare il principale motore della raccolta. Esma collega il dato alla più ampia tendenza degli investitori a orientarsi verso i prodotti obbligazionari e alla domanda di strumenti use-of-proceeds con benefici di sostenibilità chiaramente definiti.

RINNOVABILI, OLTRE 95 MILIARDI NEI PRIVATE FUND

La crescita delle strategie legate alle rinnovabili e alla transizione emerge anche guardando ai private fund. Dal 2015, i Fia europei che riportano nel nome riferimenti alle energie rinnovabili hanno raccolto complessivamente oltre 95 miliardi di euro, mentre quelli legati alla transizione energetica hanno raccolto oltre 62 miliardi.

Per i fondi sulle rinnovabili, la raccolta annuale ha registrato il suo massimo di quasi 18 miliardi di euro sia nel 2023, sia nel 2024. I fondi sulla transizione hanno invece toccato nel 2024 i 12 miliardi, il livello più alto mai registrato. Nel 2025 la raccolta è rallentata, come sostiene Esma, in parte a causa dei cicli più lunghi tipici dei mercati privati e del più generale rallentamento nella raccolta di fondi privati.

I primi dati del 2026, ancora parziali, mostrano invece un solido inizio d’anno con 9,6 miliardi di euro già raccolti dai fondi sulle rinnovabili e 4,3 miliardi da quelli sulla transizione.

La maggior parte di questi capitali passa attraverso strategie infrastrutturali, la cui struttura di investimento a lungo termine è adatta al finanziamento di asset su larga scala nel settore delle energie rinnovabili.

Noemi Primini

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