decennale index - Jens Klint Hansen, Direttore Investor Relations

Hera: «Da ESG.ICI il benchmarking per migliorarsi»

14 Apr 2025
Interviste ESG Governance Commenta Invia ad un amico
Il Direttore Investor Relations spiega perché l'azienda, best case dell'edizione 2024, continui a misurarsi con l'assessment e come in questi anni abbia trovato un forte stimolo a passare all'azione su due temi in particolare: la rendicontazione della doppia materialità; la due diligence lungo tutta la value chain

Le side sulla governance sono in continua evoluzione. Ecco perché il costante confronto con le best pratiche italiane è più che mai importante affinché un’azienda possa esprimere il meglio. Jens Klint Hansen, Direttore Investor Relations di Hera, azienda best case in ESG Identity Corporate Index 2024 (ESG.ICI 2024), spiega in questa intervista a ETicaNews le ragioni alla base della partecipazione al progetto sviluppato dal 2016 da ET.Group e condivide gli aspetti di frontiera che hanno maggiormente influenzato l’azione della società.

Siete state tra le prime aziende a misurarsi con la governance Esg. Perché avete scelto di misurarvi con un assessment? E perché oggi continuate a farlo?

La Governance è di primaria importanza per tutti gli stakeholder perché la G costituisce la base su cui evolvono le altre 2 lettere, ovvero Ambiente e Sociale. Proprio per questo le sfide sulla governance sono in continua evoluzione e quindi il costante confronto con le best pratiche italiane, all’interno del contesto legislativo specifico in cui operano le aziende come la nostra, è più che mai importante affinché l’azienda possa esprimere il meglio. Oltre all’ICI.ESG non mi risulta vi sia ad oggi alcun altro indice che esplori e valuti le pratiche di governance e soprattutto che sia in grado di fornire continui stimoli di sviluppo e miglioramento verso una direzione sostenibile, anche grazie al benchmark con i peers che è sostanzialmente implicito nella valutazione delle società partecipanti.

La governance dei fattori ESG è ormai un elemento imprescindibile per una gestione aziendale che punti a creare valore nel lungo periodo. Quali in questi anni le vostre scelte di governance che hanno generato un impatto significativo sull’azienda?

In questi ultimi anni il principale cambiamento che abbiamo voluto fare è stato quello di inserire il purpose aziendale di creazione di valore condiviso con tutti gli stakeholder nello statuto della società (Art. 3) in modo tale da garantire il perseguimento di una gestione sostenibile. Il fatto che il cambiamento dei manager al vertice avvenuto tra il 2022 e il 2023 non abbia creato nessun impatto per l’azienda conferma la bontà di questa scelta. Inoltre, le progressive evoluzioni del nostro modello di leadership in questi anni ci hanno portato a valutare i nostri manager pure sul loro grado di imprenditorialità espressa nella gestione. Legando la remunerazione variabile alla loro performance è chiaro che si promuove un coinvolgimento nella gestione come se fosse “la propria attività”.

L’index sollecita le aziende anche su aspetti di frontiera, prima che emergano come elementi della normativa o della prassi comune delle aziende. Su questo fronte, su quali tematiche proposte negli anni dall’Index avete trovato gli stimoli più utili per l’evoluzione della vostra governance e strategia? Come questo si è tradotto in iniziative di miglioramento?

ICI ci ha sempre offerto molti stimoli e spunti di riflessione e ne sono esempi le recenti domande sulle linee guida per l’attivismo individuale sulle attività di lobbying e la strategia sui claim ambientali. Abbiamo trovato un forte stimolo a passare all’azione su due temi in particolare: il primo è certamente quello relativo alla rendicontazione della doppia materialità di cui la società aveva già contezza nelle proprie analisi interne ma non ne dava evidenza all’esterno e ICI.ESG ci ha spronato a velocizzare il processo; il secondo è l’aspetto relativo alla due diligence lungo tutta la value chain, e non solo la supply chain, che ci ha spinto a fare passi concreti per svolgere specifiche indagini presso i fornitori. Attraverso un questionario ad hoc abbiamo potuto individuare le eventuali aree che maggiormente potevano richiedere il sostegno da parte di Hera ma anche monitorare il loro livello di maturità Esg. Con questa indagine abbiamo voluto sensibilizzarli all’adesione ai principi della crescita orientata al rispetto dell’ambiente, alla sostenibilità sociale e all’adozione di una organizzazione trasparente e responsabile che possa creare ricadute positive anche sulla loro stessa value chain.

Siete anche tra le aziende che hanno aderito all’ESG governance LAB, possiamo dire il primo network in Italia di condivisione di best pratiche focalizzato sulle questioni di governance e processo ESG e nato sull’esperienza di ESG.ICI. Come è stato utile nel vostro percorso di sostenibilità e quali gli aspetti maggiormente qualificanti?

Molto interessante il progetto di database sugli investitori istituzionali focalizzati sulla sostenibilità che ci ha stimolato a intensificare il dialogo con i nostri shareholders SRI. Infatti, nell’ambito della profilazione dell’azionariato SRI abbiamo ancora molto da migliorare perché dobbiamo superare lo stretto riserbo che gli investitori mantengono sulla propria strategia di investimento e sulla selezione dei titoli su cui investire. Suggeriamo pertanto un ulteriore approfondimento sul tema e sui mezzi da poter utilizzare per spingere i fondi di investimento ad esporsi maggiormente e dunque addivenire ad una maggiore capacità di identificazione degli investitori istituzionali sostenibili. Penso che in termini di strumenti di condivisione di best pratiche, oltre ai LAB, valga la pena di segnalare che la pubblicazione delle novità più rilevanti, anche a livello internazionale, sul magazine ESG Business e l’opportunità di confronto con autorevoli opinion leader in occasione della vostra conference offrono alle società partner preziosi stimoli non solo a fare ma anche su come fare per migliorare il proprio percorso di sostenibilità.

Elena Bonanni

In occasione del decennale di ESG Identity Corporate Index (ESG.ICI, 2016-2025), ETicaNews ha dedicato una serie di interviste ad alcune delle aziende best case che da più anni partecipano all’assessment e che contribuiscono ai lavori del network ESG governance LAB nato dall’esperienza di ESG.ICI.

ESG Identity Corporate Index è il primo indice quantitativo che misura l’Identità ESG di un’azienda.

ESG governance LAB dal 2019 aggrega imprese nazionali e multinazionali impegnate nella transizione sostenibile insieme ad advisor specializzati e altri stakeholder rilevanti.

È in corso l’edizione 2025 di ESG Identity Corporate Index. Leggi anche: “Da domani in arrivo l’assessment ESG.ICI” 

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