Il bando della Commissione europea
L’Ue cerca i pirati che “giocano” col clima
Gli effetti del cambiamento climatico sono sempre più evidenti: incendi boschivi, siccità, uragani e gravi inondazioni si verificano sempre più frequentemente. Contemporaneamente, si stanno moltiplicando i timori che governi o attori privati possano avviare esperimenti non autorizzati per tentare di modificare il clima a livello regionale o globale, con effetti collaterali potenzialmente pericolosi. Per questo motivo, il 6 ottobre la Commissione europea ha indetto una gara d’appalto da 35 milioni di euro per finanziare attività di ricerca e innovazione nell’ambito del programma “Horizon Europe”. Il bando prevede di finanziare anche progetti per l’individuazione di iniziative non autorizzate volte a modificare l’atmosfera terrestre schermando la luce solare.
Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 462 “Riscaldamento globale, l’Ue monitora i progetti ‘pirata’”), in particolare il bando, che chiude il 16 febbraio 2027, rientra nell’ambito di un’iniziativa dell’Unione europea che mira a coordinare le azioni sulla cosiddetta “Solar Radiation Modification” (Srm). La modifica della radiazione solare è una tecnologia emergente e controversa che, nelle intenzioni, potrebbe essere impiegata per raffreddare il pianeta qualora la temperatura dovesse raggiungere una soglia critica. Tuttavia, esistono pochi accordi internazionali per controllare o monitorare iniziative su questa e altri tipi di tecnologie di geoingegneria, nonostante gli appelli da parte di alcuni scienziati.
COS’É LA MODIFICA DELLA RADIAZIONE SOLARE
Negli ultimi anni, si legge nel bando, la Solar Radiation Modification è stata oggetto di un crescente dibattito, che spazia dalle sfide scientifiche e tecniche ai rischi intrinseci, dalla governabilità alle considerazioni etiche delle metodologie proposte. La Srm viene definita come una serie di strategie volte a ridurre il riscaldamento globale riflettendo l’energia del Sole lontano dalla Terra o consentendo all’energia in eccesso di lasciare l’atmosfera con mezzi diversi dalla riduzione delle emissioni di gas serra. Questa tecnologia è proposta da alcuni attori come misura aggiuntiva per ridurre il riscaldamento globale e affrontare gli impatti negativi dei cambiamenti climatici, ma è caratterizzata da un’elevata incertezza.
Il 21 aprile scorso, il Consiglio sulla diplomazia dell’Ue in materia di energia e clima ha espresso preoccupazione per il fatto che «gli interventi su larga scala in materia di clima, in particolare la modifica della radiazione solare, comportano rischi significativi per il clima, l’ambiente, la sicurezza e la geopolitica». Inoltre, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), la Convenzione sulla diversità biologica e il Group of Chief Scientific Advisors hanno rilevato lacune conoscitive critiche sul tema, ad esempio sono sconosciuti gli effetti collaterali a lungo e a breve termine, e la mancanza di una governance internazionale solida e formale e di quadri normativi.
L’OBIETTIVO DEL BANDO
Il progetto di ricerca mira proprio a colmare queste mancanze e a migliorare le capacità di rilevamento, monitoraggio e attribuzione della modifica della radiazione solare, sfruttando la leadership dell’Ue nell’osservazione della Terra utilizzando dati spaziali, terrestri e in situ. Le incertezze sull’efficacia e sugli impatti di questa tecnologia, infatti, ostacolano un’analisi completa dei rischi e una policy basata su dati concreti. Ma la Commissione europea mira soprattutto a usare il monitoraggio per individuare esperimenti non autorizzati e per scoraggiare potenziali impieghi unilaterali da parte di attori privati o statali. Infine, nel bando si sottolinea che il sostegno fornito non deve essere utilizzato per sostenere, promuovere o implementare in alcun modo lo sviluppo della modifica della radiazione solare, inclusa la conduzione di ricerche tecniche e operative sulla Srm.
Alessia Albertin
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