il parere della piattaforma finanza sulla proposta Efrag

Platform: Esrs, c’è poca Tassonomia

25 Mar 2026
Notizie Compliance Commenta Invia ad un amico
L'organismo ha supportato la revisione indicando che «contribuisce a un framework più proporzionato, facile da usare, e globalmente interoperabile», ma gli standard Esrs dovrebbero includere riferimenti maggiormente espliciti alla Tassonomia Ue e prevedere un modello standardizzato facoltativo di piano di transizione

Gli standard Esrs dovrebbero includere riferimenti maggiormente espliciti alla Tassonomia Ue e prevedere un modello standardizzato facoltativo di piano di transizione. Lo afferma la Platform on Sustainable Finance (Psf), gruppo di esperti istituito dalla Commissione Europea, nel suo parere sulla proposta di revisione e semplificazione, pubblicata a dicembre 2025 dall’Efrag, degli standard obbligatori di rendicontazione secondo la Csrd (Corporate Sustainability Reporting Directive). La Commissione punta ad adottare un atto delegato per la revisione degli Esrs prima dell’estate 2026, basandosi sul technical advice fornito da Efrag e sugli input degli altri rilevanti organismi Europei come la Platform (abbiamo parlato delle posizioni di Assonime, Accountancy Europe e delle Esas e Bce qui “Esrs rivisti, i (tanti) dubbi del mercato”).

Nella sua risposta alla consultazione, la Platform ha supportato la revisione indicando che «contribuisce a un framework più proporzionato, facile da usare, e globalmente interoperabile». Allo stesso tempo ha messo in guardia dal rischio di collocare gli Esrs, a seguito di alcune modifiche, sotto le «ambizioni internazionali», ossia al di sotto di altri standard globali di rendicontazione sulla sostenibilità, in ambiti quali i requisiti relativi all’analisi di scenario, la divulgazione delle emissioni finanziate da parte degli istituti finanziari e le esenzioni di rendicontazione. In particolare, passare dall’analisi di scenario obbligatoria a quella facoltativa «potrebbe indebolire in modo significativo le valutazioni della resilienza climatica».

La Platform ha svolto una valutazione di “usabilità” degli Esrs proposti e della loro integrazione nell’ambito del più ampio framework europeo sulla finanza sostenibile. Da questo punto di vista, le raccomandazioni chiave riguardano:

  • migliorare la coerenza e l’interconnessione tra l’Esrs e il regolamento sulla tassonomia attraverso un esercizio di mappatura, da svolgere congiuntamente dalla Piattaforma e dall’Efrag, nonché fornire orientamenti applicativi per gli operatori del settore. «L’obiettivo – commenta la Platform – è ridurre le duplicazioni consentendo che i dati degli Esrs che si sovrappongono, tra obiettivi ambientali e garanzie minime, possano essere utilizzati per entrambi i quadri normativi attraverso un unico processo integrato di rendicontazione e verifica»
  • consentire una maggiore integrazione delle informazioni relative alla tassonomia dell’Ue (Capex, piani Capex e Opex) nelle informazioni fornite nell’ambito del piano di transizione climatica degli Esrs, nonché in altre informazioni relative all’ambiente o ai piani di transizione, ove applicabile
  • elaborare un modello standardizzato facoltativo di piano di transizione per le imprese non finanziarie nell’ambito della rendicontazione Esrs
  • migliorare la coerenza tra gli Esrs, il regolamento sulla divulgazione di informazioni relative alla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (Sfdr) e il regolamento sui benchmark, nonché con il quadro più ampio della finanza sostenibile in termini di definizioni, ambito di applicazione e metodologie sottostanti.

Elena Bonanni

0 commenti

Lascia un commento

Translate »