ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE
Quelli che… studiano la sostenibilità/ 129
Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e costituiscono una parte rilevante del data base accessibile ai registrati ET.pro.
ABBIAMO PARLATO DELLO RICERCA…
“An audit of corporate decarbonisation ambition against low carbon futures” (Scientific Reports)
ARTICOLO: Decarbon, maxi gap tra breve e lungo termine
Le ambizioni di decarbonizzazione delle grandi imprese, pur mostrando progressi sul fronte del reporting, non sono sufficienti a garantire un percorso coerente con gli obiettivi climatici globali. Uno studio pubblicato su Scientific Reports, che analizza circa 6000 aziende, evidenzia uno squilibrio tra target di breve periodo e impegni di lungo termine. Gli obiettivi al 2030 risultano in larga parte allineati agli scenari più ambiziosi, mentre quelli al 2050 sono spesso deboli o assenti, soprattutto nei settori ad alta intensità di emissioni. Le imprese che rendicontano coprono circa il 60% della capitalizzazione globale, ma intercettano solo il 20% delle emissioni complessive. Secondo gli autori, senza standard obbligatori, dati più robusti e una maggiore integrazione nei processi di investimento, il contributo corporate alla transizione climatica resterà insufficiente.
ABBIAMO PARLATO DEL PAPER…
“ESG Value Creation in Private Equity: From Rhetoric to Returns” (Stanford University – Bci Private Equity)
ARTICOLO: Anche i Private vedono la luce: l’Esg fa utili
L’integrazione rigorosa degli Esg nel private equity può generare miglioramenti finanziari misurabili e aumenti significativi del valore aziendale. È quanto emerge dallo studio di Stanford University e Bci basato su dati reali di investimenti privati. La ricerca mostra che l’Esg crea valore se integrato lungo tutto il ciclo d’investimento: due diligence. I case study analizzati evidenziano incrementi di Ebitda, riduzione dei costi operativi e aumento dei multipli di uscita in settori come logistica, manifattura e assicurazioni. Il messaggio chiave è che, se applicato con disciplina, l’Esg non è solo compliance, ma uno strumento strategico di creazione di valore e vantaggio competitivo nel lungo periodo.
ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…
“Vsme market acceptance survey report” (Efrag)
ARTICOLO: Vsme, primi segnali positivi dal mercato
A un anno dal lancio del Voluntary sustainability reporting standard for Sme (Vsme), il report di Efrag mostra una rapida crescita di consapevolezza e accettazione dello standard tra le imprese sotto i 250 dipendenti e gli utilizzatori di dati Esg. Basata su 282 risposte, la survey indica che molte Pmi hanno già adottato o intendono adottare lo Vsme, utilizzato anche da banche e grandi imprese per la raccolta di informazioni lungo tutta la catena del valore. I benefici percepiti includono migliore accesso alla finanza, riduzione dei costi e vantaggi strategici, ma persistono criticità legate a formazione, strumenti operativi e copertura informativa. Efrag prevede nuove guide e il rafforzamento dei tool digitali, mentre l’evoluzione della Csrd potrebbe favorire una più ampia diffusione dello standard.
ABBIAMO PARLATO DELLO STUDIO…
“Do sustainability commitments matter for insurers?” (Msci)
ARTICOLO: Assicurazioni, più resilienti le più Esg
Secondo l’analisi di Msci, le compagnie assicurative con impegni di sostenibilità credibili, come i firmatari dei Un Principles for Sustainable Insurance (Psi), mostrano una gestione del rischio più matura e risultati finanziari più stabili, senza però registrare rendimenti superiori. Rispetto ai non firmatari, integrano prima e in modo più strutturato i rischi climatici nell’underwriting e negli investimenti, con maggiore uso di analisi prospettiche e politiche di investimento responsabile. Il 73% dei firmatari è leader nella gestione dei rischi Esg, contro il 30% dei non firmatari. Sul piano finanziario, tra il 2020 e il 2025 non emergono differenze significative di Roe, in quanto il valore degli impegni Esg si manifesta soprattutto in termini di resilienza e capacità di assorbire gli shock più che di extra-rendimenti.
ABBIAMO PARLATO DEL REPORT…
“ESG 2.0 – 2026 Outlook” (Bloomberg Intelligence)
ARTICOLO: Bloomberg: 5 temi chiave per gli Esg 2026
Nel report di Bloomberg Intelligence individua cinque temi chiave destinati a guidare gli investimenti oltre l’Esg. Le politiche Usa potrebbero avere effetti di “political boomerang” frenando alcuni segmenti ma favorendo rinnovabili, Ai e mercati del carbonio regolamentati. L’espansione dell’intelligenza artificiale aumenta la domanda di energia, acqua ed efficienza, spingendo investimenti in infrastrutture resilienti. Cresce il ruolo della carbon capture e della rimozione della CO₂, con mercati in forte espansione nel lungo periodo. L’adattamento climatico diventa centrale, tra soluzioni per resilienza, gestione idrica e strumenti come i catastrophe bond. Infine, la finanza sostenibile nei mercati emergenti accelera grazie a nuove tassonomie e a un boom di emissioni obbligazionarie, con prospettive di rifinanziamento rilevanti entro il 2026.
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