ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… studiano la sostenibilità/ 133

8 Mag 2026
Directories Sustainability Trend Commenta Invia ad un amico
Una selezione di studi e ricerche su business e finanza responsabili che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. In questo numero: The British Standards Institution - Banca d'Italia - Science Policy Forum - Science Based Targets initiative - Morningstar Sustainalytics

Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e costituiscono una parte rilevante del data base accessibile ai registrati ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DELLO STUDIO…

G7 Net Zero Temperature Check” (The British Standards Institution)

ARTICOLO: Net Zero, 3 aziende su 5 cambiano narrativa

Le aziende non stanno abbandonando gli impegni Net Zero, ma ne stanno riformulando la comunicazione, enfatizzando resilienza, gestione del rischio e continuità operativa. Questo “climate-coding” riflette l’adattamento a un contesto politico più incerto e a un crescente scetticismo climatico. La maggior parte dei leader aziendali dei paesi del G7 continua a considerare la transizione vantaggiosa e mantiene gli obiettivi, spesso rafforzando gli impegni. In Italia il trend è simile con un’alta consapevolezza dei rischi climatici, ma ancora limitata pianificazione concreta. Pur con alcune revisioni degli obiettivi, prevale l’idea che la decarbonizzazione resti una priorità strategica.

ABBIAMO APPROFONDITO IL REPORT…

Quaderno di economia e finanza n. 1002” (Banca d’Italia)

ARTICOLO: Bankitalia: l’ESG Identity alza il greenium

Per Banca d’Italia i green bond favoriscono il finanziamento della transizione anche per aziende ad alto impatto, premiando l’impegno verso progetti sostenibili. Gli investitori non guardano solo all’etichetta “green”, ma anche alla qualità ambientale dell’emittente e dei progetti. Il vantaggio di prezzo esiste sempre, ma cresce sensibilmente per le imprese con migliori performance ambientali. Tuttavia, anche le aziende con punteggi più bassi beneficiano di condizioni più favorevoli rispetto alle obbligazioni tradizionali, segno che il mercato incentiva comunque il cambiamento. Ne deriva un duplice effetto: valorizzazione della credibilità Esg e stimolo diffuso a investire in iniziative climatiche.

ABBIAMO ANALIZZATO LO STUDIO…

Using markets to adapt to climate change”(Science Policy Forum)

ARTICOLO: Adattamento, 3 strade guidate dal “mercato”

Nonostante l’elevato interesse individuale ad adottare misure preventive, l’adattamento ai cambiamenti climatici resta insufficiente su scala globale. Per rafforzare la resilienza, gli autori propongono tre direttrici: rendere più efficienti i mercati esistenti, creare nuovi mercati e intervenire dove i meccanismi di mercato non bastano. Migliorare la trasparenza e la corretta valutazione dei rischi climatici è essenziale per orientare le decisioni economiche, così come rimuovere distorsioni che disincentivano comportamenti virtuosi. Parallelamente, servono nuovi strumenti finanziari e mercati per gestire i rischi e le risorse. Infine, nei casi più complessi, è necessario un intervento pubblico diretto per garantire equità ed efficacia delle strategie di adattamento.

ABBIAMO APPROFONDITO IL REPORT…

Sbti trend tracker 2025” (Science Based Targets initiative)

ARTICOLO: Sorpresa Sbti: “più ambizione” sul Net Zero

A fine 2025 è aumentato in modo significativo il numero di imprese con target climatici validati, ma ancora più marcata è la diffusione di obiettivi Net Zero, sempre più spesso integrati nelle strategie aziendali. Quasi un’azienda su due tra quelle validate include ormai questo tipo di target. Sul piano geografico, l’Europa mantiene la leadership numerica, mentre l’Asia si conferma il principale motore di espansione, trainata da grandi economie e mercati emergenti. L’Italia, pur partendo da livelli più bassi, mostra un’evoluzione dinamica sintomo di un potenziale di convergenza con i principali mercati.

ABBIAMO PROPOSTO IL REPORT…

What US–EU Divergence Means for Portfolio Performance” (Morningstar Sustainalytics)

ARTICOLO: Portafogli, diverso impatto Esg in Usa e Ue

La qualità Esg resta cruciale per la resilienza dei portafogli, ma con differenze geografiche marcate. Negli Stati Uniti l’integrazione Esg è più market-driven, le aziende con basso rischio Esg ottengono performance migliori e maggiore stabilità, ma dal 2022 il divario con quelle più rischiose si riduce, segno di una progressiva normalizzazione. In Europa, invece, prevale un approccio policy-driven: la normativa amplifica la dispersione dei rendimenti e penalizza in modo marcato e duraturo le aziende con elevato rischio ESG, senza recuperi significativi. Ne emerge un mercato più maturo, dove l’Esg incide strutturalmente sulle valutazioni, premiando stabilità e conformità.

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