il mercato riconosce la qualità dell'emittente

Bankitalia: l’ESG Identity alza il greenium

22 Apr 2026
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Dall’analisi condotta su emissioni globali tra il 2014 e il 2023, è emerso che, in media, la “green label” consente un vantaggio di circa 16 punti base rispetto alle obbligazioni tradizionali. Tuttavia, quando l’emittente presenta un elevato punteggio ambientale, il greenium può raddoppiare

I green bond sono uno strumento finanziario in grado di sostenere le grandi aziende ad alto impatto ambientale che si impegnano in iniziative concrete e ambiziose di riduzione dell’impronta di carbonio. La loro partecipazione al mercato delle obbligazioni verdi porterà altre aziende meno green ad accaparrarsi almeno una parte del greenium complessivo, ovvero quella quota direttamente associata alla green label.

È quanto emerge dal Quaderno di economia e finanza n. 1002 della Banca d’Italia, dedicato al legame tra indicatori ambientali e pricing dei green bond.

IDENTITÀ OLTRE L’ETICHETTA

Come evidenziano gli autori, quando acquistano un green bond, gli investitori non si limitano a considerare la presenza dell’etichetta green, ma valutano anche ulteriori caratteristiche dell’obbligazione, tra cui lo score ambientale dell’emittente (E-score) e la solidità del progetto sottostante. Per utilizzare un concetto studiato da ET.Group, ad agire da acceleratore è la ESG Identity della società che colloca l’obbligazione.

Dall’analisi condotta su emissioni globali tra il 2014 e il 2023, è emerso che, in media, la “green label” consente un vantaggio di circa 16 punti base rispetto alle obbligazioni tradizionali. Tuttavia, quando l’emittente presenta un elevato punteggio ambientale, il greenium può raddoppiare. In altre parole, oltre a mostrare una preferenza generale per gli asset green, gli investitori sembrano valutare attentamente la climate awareness e la performance dell’azienda emittente, accettando un rendimento inferiore pur di mantenere nei propri portafogli le obbligazioni emesse da tali società. Infatti, il raddoppio del greenium riguarda solo i green bond emessi da società che si collocano nel terzile superiore della distribuzione.

 

RESTA COMUNQUE UN PREMIO

Non solo: anche le imprese con punteggi ambientali più bassi ottengono condizioni più favorevoli sulle obbligazioni verdi rispetto al finanziamento mediante titoli ordinari, segno che il mercato premia l’impegno verso progetti sostenibili indipendentemente dal profilo dell’emittente.

Lo studio evidenzia due implicazioni politiche: la prima ribadisce il ruolo cruciale delle agenzie di rating Esg nel segnalare e valutare la performance ambientale delle imprese, poiché gli operatori di mercato investono sulla base dei loro punteggi. La seconda è che qualsiasi impresa può ottenere un vantaggio di prezzo emettendo un green bond: sebbene il costo dell’obbligazione sia certamente influenzato dal fatto che l’impresa divulghi o meno il proprio impegno ambientale e dalla qualità della valutazione Esg, il premio attribuito alla sola green label rimane. Pertanto, anche le imprese che non fanno disclosure o che non presentano una performance ambientale elevata hanno comunque un incentivo a intraprendere progetti favorevoli al clima.

Noemi Primini

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