ET.DIRECTORIES - I REPORT DELLE ULTIME TRE SETTIMANE

Quelli che… studiano la sostenibilità/ 69

23 Apr 2021
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Una selezione di studi e ricerche su business e finanza responsabili che ETicaNews ha incontrato nell'ultimo periodo. In questo numero: Carbon Disclosure Project, Mit Sloan Management Review, PwC e London Business School, Consob, Carbon Tracker Initiative

Nella sua attività quotidiana, ETicaNews riporta o menziona con continuità ricerche, analisi, report sul business sostenibile e responsabile. Di seguito, riportiamo una selezione relativa alle ultime settimane, con una breve sintesi del contenuto e con un rimando al relativo articolo. Questi report sono una minima parte delle centinaia di ricerche che ETicaNews ha incrociato nel suo percorso, e che stiamo raccogliendo nelle nostre Directories, per offrire un riferimento unico ai professionisti dell’economia e della finanza responsabile. Il servizio Directories fa parte del pacchetto ET.pro.

ABBIAMO PARLATO DEL report…

Trasparency to transformation: a chain reaction (Carbon Disclosure Project)

ARTICOLO: Cdp: aumenta l’engagement di filiera

«Per comprendere l’impatto ambientale dell’attività economica di un’azienda, non è sufficiente guardare le emissioni dirette e i relativi rischi. Per valutare e migliorare le prestazioni, deve essere coinvolta l’intera catena del valore». È il messaggio lanciato dal Carbon Disclosure Project (Cdp) attraverso il report “Trasparency to transformation: a chain reaction”. Secondo lo studio, le richieste di disclosure e di trasparenza rivolte ai propri fornitori, da parte dei membri del programma Cdp Supply Chain sono cresciute del 19% rispetto al 2019. Inoltre, il 37% dei supplier dichiara di coinvolgere a sua volta i propri fornitori, ossia i sub-contractor, sul fronte del contrasto al climate change. Il report è stato elaborato sui dati forniti all’interno del programma Cdp Supply Chain, che rappresenta oggi 154 organizzazioni, per una spesa annuale di 4.300 miliardi di dollari. Inoltre, il report contiene una “guida” per ingaggiare la filiera.

ABBIAMO PARLATO DELla ricerca…

Leadership’s Digital Transformation (Mit Sloan Management Review)

ARTICOLO: Digitalizzazione? Serve il purpose

Affinché la digitalizzazione sia efficace il top management deve adottare un approccio che metta purpose ed engagement tra le priorità dell’azienda. Questo è quanto emerge da una recente ricerca del Mit Sloan Management Review, che ha evidenziato come il 93% dei lavoratori, trasversalmente a industry e geografie, affermi che le abilità digitali sono essenziali per avere buoni risultati nel proprio ruolo. Tuttavia, sottolineano gli studiosi, «nella vita reale le trasformazioni digitali comportano anche rischi nascosti e costi imprevisti» e la troppa enfasi su efficienza e produttività ha causato una reazione negativa, specialmente tra gli esperti digitali. Il report “Leadership’s Digital Transformation” suggerisce che i talenti digitali si aspettano che la trasformazione digitale rifletta meglio e rispetti i loro valori e preoccupazioni, non solo assicuri maggiori opportunità e capacità di business. Inoltre, la survey rivolta a oltre 4mila manager indica che esiste un gap nel purpose.

ABBIAMO PARLATO DELlo studio…

Paying well by paying for good (PwC e London Business School)

ARTICOLO: Il 37% dei bonus di Londra si lega agli ESG

Il tema delle remunerazioni Esg rappresenta una delle frontiere per l’integrazione della sostenibilità in azienda. Lo studio “Paying well by paying for good”, condotto da PwC e dal Centre for Corporate Governance della London Business School, ha esaminato, in termini quantitativi, gli obiettivi Esg divulgati nei piani retributivi dei rapporti annuali delle società Ftse 100 pubblicati nel 2020. Emerge che il 37% prevede una misura Esg nei piani relativi ai bonus, con un peso medio del 15%; mentre il 19% li include nei piani di incentivazione a lungo termine (Ltip), con un peso medio del 16 per cento. In termini qualitativi, invece, lo studio riporta che non solo gli obiettivi Esg stanno diventando più diffusi, ma anche che “la loro natura” sta cambiando, con l’aggiunta di nuovi obiettivi ambientali e sociali, in particolare negli Ltip. Tuttavia, gli autori invitano alla cautela: il legame con le metriche Esg potrebbe rivelarsi anche controproducente.

ABBIAMO PARLATO DEL rapporto…

Report on corporate governance of Italian listed companies (Consob)

ARTICOLO: Comitato sostenibilità, solo il 14,3% ha competenze specifiche

Il 6 aprile Consob ha presentato la IX edizione del consueto rapporto sulla corporate governance delle società quotate italiane. Il Rapporto fornisce evidenze in merito ad assetti proprietari, organi sociali, assemblee e operazioni con parti correlate, sulla base di dati desunti da segnalazioni statistiche di vigilanza e informazioni pubbliche. Emerge che gli emittenti che hanno affidato la supervisione dei temi di sostenibilità a un comitato rappresentano il 35% del listino, corrispondente all’83% del valore complessivo di mercato. Tuttavia solo il 14,3% dei membri presenta competenze specifiche in materia di sostenibilità, secondo quanto emerge dalle informazioni riportate nella Relazione per il governo societario e nel sito web delle società. Tale percentuale sale al 18,6% nel Ftse Mib e a quasi un terzo nelle società a controllo pubblico. La presenza femminile nei board si avvicina alla quota del 40% prevista dalla nuova normativa, applicabile ai sei rinnovi a partire dal 2020.

ABBIAMO PARLATO DELl’analisi…

A Tale of Two Share Issues: How fossil fuel equity offerings are losing investors billions (Carbon Tracker Initiative)

ARTICOLO: Gli investitori sempre meno interessati ai combustibili fossili: l’analisi di Carbon Tracker Initiative

Il valore delle azioni offerte dalle compagnie legate alla produzione e sfruttamento dei combustibili fossili è crollato di 123 miliardi di dollari nell’ultimo decennio, sottoperformando l’indice ACWI del 52% dal 2012 al 2020. Questo quanto rilevato da un’analisi di Carbon Tracker Initiative, A Tale of Two Share Issues: How fossil fuel equity offerings are losing investors billions. Gli analisti di Carbon Tracker avevano già stimato nel 2011 un forte rischio di attivi non recuperabili (stranded asset) per gli investitori in società dipendenti dai combustibili fossili. L’appetito degli investitori per il carbone sta calando e per le compagnie basate sui combustibili fossili l’accesso ai capitali diventa sempre più problematico. L’analisi mostra un trend negativo della percentuale di titoli nel settore dei combustibili fossili rispetto al totale del mercato azionario, con un calo dal 12% nel 2012 all’8% nel 2014-16, fino a meno dell’1% nel 2020, con un crollo del numero di transazioni annuali nel settore pari al 75 per cento.

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