ESG.IAMA - Analisi a confronto negli anni
Sgr, 7 su 10 confermano il net zero
Nonostante le diverse retromarce, la quota di gestori che hanno legato la propria strategia Esg corporate al raggiungimento dell’obiettivo Net Zero rimane stabile negli anni, con una positiva percentuale di circa sette Sgr su dieci. Questi dati emergono dall’assessment ESG.IAMA 2025, a confronto con le due edizioni precedenti, relativamente all’impegno dell’asset manager nel raggiungimento degli obiettivi Net Zero.
Nel corso degli anni, ESG.IAMA (ESG Identity Asset Manager Assessment) ed ESG.IAMA Private hanno coinvolto un numero sempre maggiore di Sgr internazionali. A fine 2025, infatti, sono state analizzati e valutati un totale di 117 asset manager, per un Aum complessivo di circa 48,2 trilioni di euro:
Il campione offre già un’ampiezza significativa per potere fare delle valutazioni comparative negli anni. In particolare, iniziamo questa serie di analisi focalizzandoci su quale sia il livello di impegno preso dal gestore verso il raggiungimento dell’obiettivo Net Zero, e se questo target sia rimasto invariato o abbia seguito i trend geopolitici odierni.
Alla domanda se la strategia Esg dell’asset manager (a livello corporate) sia allineata con l’obiettivo del raggiungimento di zero emissioni nette, i risultati sono positivi. Nel 2025, il 68,42% ha dichiarato di avere la propria strategia allineata con l’obiettivo Net Zero entro il 2050, in linea con il 63,49 e 71,43% rispettivamente delle edizioni 2024 e 2023. L’1,7% ha dichiarato di essere allineato alle zero emissioni entro il 2030, mentre l’anno precedente nessuno lo dichiarava e nel 2023 il 4,08 percento.
Entrando nel dettaglio, ai partecipanti con la strategia Esg allineata al Net Zero è stato chiesto quale fosse il pathway allineato a tale obiettivo e quanti target intermedi ci fossero (necessari per valutare la serietà di tale obiettivo). I risultati che emergono sono positivi per il pathway e migliorabili per i target intermedi.
PATHWAY
Nel 2025, il 70% dei gestori con l’obiettivo di raggiungimento delle zero emissioni lo ha allineato a un estremamente positivo pathway di aumento della temperatura globale di 1,5°C (low/no overshoot), in linea con l’anno precedente e leggermente sotto al forse eccessivamente speranzoso 83,78% del 2023. Un altro 25% dichiara che il pathway cui sono allineati è entro il range 1,5-2°C, sempre in linea con il 22,5% del 2024, ma in aumento rispetto al 2,7% del 2023. Infine, nel 2025 si registra la risposta più bassa per l’allineamento al pathway di “overshoot” (2°C), al 5%, rispetto al 7,5 e 13,51 percento rispettivamente del 2024 e 2023:
TARGET INTERMEDI
Infine, la serietà dell’obiettivo Net Zero delle Sgr è stata testata chiedendogli il numero di target intermedi fissati (necessari per avere un obiettivo credibile e realizzabile). Questo test è stato “fallito” da circa la metà dei gestori. Nel 2025, il 5% dei rispondenti non ha credibilità sul proprio obiettivo di raggiungimento delle zero emissioni in quanto non ha target intermedi, tuttavia è positivo notare che questa percentuale è calata rispetto al 10 e 10,81% delle edizioni precedenti. Il 40% dei gestori ha un solo target intermedio, che anch’esso è poco rassicurante su un obiettivo che si attesta per quasi tutti i gestori al 2050, in linea con il 42,5 e 40,54 percento degli anni precedenti. Invece, il 37,5% degli asset manager dichiara di avere due target intermedi, rispetto al 22,5% del 2024 e al 18,92% del 2023, con gli altri che hanno anche un numero maggiore, e sempre migliore, di target:
Tenendo in considerazione i diversi dietrofront a cui abbiamo assistito lo scorso anno, i risultati di questa analisi sono ampiamente positivi in quanto mostrano che la maggioranza degli asset manager continua ad avere un ambizioso obiettivo Net Zero e che molti di essi si stanno concretamente impegnando a far sì che tale obiettivo rimanga realizzabile e che si concretizzi nella deadline che si sono imposti.
Alessandro Fenili
ESG IAMAnet zerostudiericerche

