il modello amfori per il social lungo la supply chain

Supply chain, Bsci chiede la “S” a cascata

21 Gen 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Il network raccoglie 24 membri italiani, con una forte presenza di abbigliamento e calzature. Ma anche degli articoli della casa. E propone un modello di ingaggio e mappatura a cascata, con audit condivisi. L'iniziativa sul rischio sociale Bsci conta 58.000 fornitori aderenti. A gennaio supera l'audit Lucart (Tenderly)

Il tessuto imprenditoriale continua a muoversi oltre Omnibus e a fare ricorso in maniera volontaria a strumenti di audit e certificazione della propria catena di fornitura. La spinta arriva certamente dall’aumentata attenzione di authority e istituzioni in alcuni settori specifici, a partire dalla moda. Ma la sfida è abbracciata trasversalmente da molteplici segmenti come strumento di identificazione e di gestione dei rischi. A inizio gennaio il gruppo cartario multinazionale Lucart, conosciuto per i brand Tenderly, Tutto Pannocarta e Lucart Professional, ha annunciato il superamento della verifica di conformità etica e sociale Bsci (Business Social Compliance Initiative), condotta nell’headquarter di Porcari, a Lucca, lo scorso ottobre, dopo che l’azienda aveva sottoscritto a luglio il Codice di condotta Bsci. «La verifica indipendente ha valutato i processi e le pratiche adottate da Lucart per garantire una gestione responsabile della propria catena di fornitura e delle relazioni con fornitori, partner e collaboratori», spiega sul proprio sito web la società che, contattata da ETicaNews, ha precisato di aver voluto sottoporsi all’audit come step di un più ampio percorso di gestione del rischio sociale.

Bsci è una iniziativa del network Amfori per supportare le aziende nella gestione del rischio sociale della filiera, andando oltre i fornitori diretti e facendo riferimento ai principali standard internazionali come le linee guida Ocse, i Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani  (Ungp) e le convenzioni Ilo. Tra i temi monitorati, la gestione sociale nei siti di produzione, le pratiche etiche e la protezione dei lavoratori vulnerabili. Lo strumento non si pone come una certificazione, ma come una piattaforma per il miglioramento continuo della filiera attraverso un effetto a cascata e un approccio collaborativo, facendo leva sulla possibilità di accedere a audit condivisi. «Essendo una associazione basata sulla membership – si legge sul sito -, Amfori si dedica a supportare gli sforzi di due diligence Esg dei suoi membri con un approccio risk-based e al miglioramento continuo».

Il funzionamento della Business Social Compliance initiative si basa su un processo a più step, che si avvia tramite la decisione dell’azienda di ingaggiare i propri fornitori e la richiesta di sottoscrivere l’Amfori Bsci Code of Conduct. Nel documento gli associati Amfori e i relativi partner commerciali si impegnano a esercitare la due diligence sui diritti umani e la protezione ambientale nelle rispettive catene di fornitura globali, in linea con i principi riconosciuti a livello internazionale. Fornisce indicazioni, si legge nel testo, «per svolgere le attività responsabilmente e per individuare, prevenire, limitare, rispondere e porre rimedio agli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente nelle rispettive catene di fornitura».

Possono, quindi, diventare firmatati del Codice di condotta non solo gli associati Amfori ma anche i relativi partner commerciali. Con l’aspettativa che si inneschi un percorso “a cascata”. «Un obiettivo primario di Amfori – si legge nel documento – è quello di permettere ai propri firmatari di sviluppare le loro organizzazioni e garantire l’empowerment alle catene di fornitura nel rispetto dei diritti umani e in modo da consentire un miglioramento continuo. A tal fine, Amfori fornisce gli strumenti necessari e si aspetta che i firmatari li usino e li diffondano a cascata nelle rispettive organizzazioni e catene di fornitura». Collegato a questo, tra gli impegni sottoscritti con la firma del codice, aspetti rilevanti riguardano: implementare nelle pratiche commerciali di un sistema di gestione della due diligence basato sui processi e sul rischio, allineato ai Principi guida dell’Onu (Ungp) e adattato al modello commerciale dell’azienda; richiedere e fare un follow-up con i rispettivi partner commerciali per lavorare alla piena osservanza del Codice di Condotta Amfori Bsci nell’ambito della loro sfera di influenza.

Nell’ambito della Bsci, l’assessment dei rischi può essere effettuato tramite la piattaforma attraverso questionari di self-assessement da far compilare ai propri fornitori o tramite il ricorso a report di audit condotti da Amfori già presenti sulla piattaforma. Lo step successivo invita poi a collaborare con altri membri Amfori nella richiesta di audit di follow up ai fornitori.

Il network internazionale di Amfori conta circa 2.400 membri attivi, circa 58.000 fornitori aderenti all’iniziativa Bsci e ha effettuato circa 40.000 audit sociali nel 2024. In Italia, sono membri Amfori 24 società, con una forte presenza del settore tessile, abbigliamento, calzaturifici, ma anche degli articoli per la casa (dalle bolle di Dulcop alle luci di Fabas, alle candele Graziani). Presenti anche aziende tecnologiche e di innovazione. In ordine alfabetico: Arcasa, Calzificio Bram, Calzificio Fap, Cellularline Group, DomoPak Living, Dulcop International, Dunsch Europe, Fabas Luce, Graziani, Ichendorf, Intertex, Jakala, Lemie, Macron, Mondo, Payper Wear, Pengo, Relaxshoe, Sabor, Salgari, Save the Duck, Skycom, Trere Innovation, Zobele Group.

Elena Bonanni

 

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