Secondo il manager, Sfdr 2.0 può rendere l’integrazione Esg più chiara ed efficace, offrendo categorie più trasparenti per gli investitori. Restano però criticità, tra cui il rischio di greenwashing e il rinvio di troppi aspetti al Livello 2. Infine, mancano adeguati tempi di transizione
Il manager spiega che la revisione rischia di riportare incertezza nei mercati privati. Da un lato, non rappresenta in modo adeguato alcune strategie di private asset e, dall’altro, prevede regole rigide di comunicazione e classificazioni fisse che non valorizzano il modello del segmento
Il manager evidenzia il nodo dei fornitori di dati Esg, ancora fuori dal perimetro regolamentare della Sfdr 2.0, sottolineando lo squilibrio che ciò crea per gli asset manager. Auspica quindi obblighi specifici per garantire qualità, trasparenza e solidità delle metodologie, soprattutto sugli estimated data
La manager evidenzia che il Sfdr, nato come strumento di trasparenza, ha introdotto regole complesse e talvolta ambigue, chiedendo maggiore chiarezza sulle soglie quantitative e sui metodi di calcolo. Resta inoltre aperto il nodo dell’allineamento con il quadro normativo europeo e delle tempistiche di entrata in vigore
Secondo gli esperti del gestore postale, la revisione del Regolamento è fisiologica e necessaria. Le tre nuove categorie di prodotto sono più chiare per il retail e riducono il rischio di greenwashing. Sfdr 2.0 porterà maggiore trasparenza e meno obblighi di disclosure, ma restano nodi su coordinamento normativo e indicatori Pai
L’Sfdr 2.0 introduce elementi positivi come la categorizzazione dei prodotti e la semplificazione della disclosure, favorendo un minore rischio di greenwashing, ma restano incertezze sull’attuazione. Il manager sottolinea l’importanza di indicatori significativi e di dati di qualità per garantire trasparenza e comparabilità
In questa intervista sulla Sfdr 2.0, il manager promuove il riconoscimento formale dell'impact. Inoltre, ritiene che il nuovo Regolamento possa favorire un approccio meno orientato alla compliance. In tema di Difesa, auspica la creazione di un registro unico Ue delle esclusioni
In questa intervista la manager mette in luce i vantaggi di Sfdr 2.0 e i possibili sviluppi futuri, richiamando l’esperienza con l’Sdr del Regno Unito, da cui si potrebbero trarre spunti operativi, come l’introduzione di una categoria Impact. Il voto finale alla proposta: 7
In questa intervista, che apre la serie dedicata alla revisione del Regolamento, il manager evidenzia l'esistenza di zone d'ombra. In particolare «la proposta attuale non affronta in modo adeguato il nodo centrale, ossia la compatibilità tra investimenti in armamenti e sostenibilità»