Le norme sono il terreno di gioco in cui si gioca la nuova partita. È necessario comprenderle e riuscire a governarle a livello centrale in modo che l’identità ESG sia […]
Andrea Vintani, Hr di Unicredit, racconta le strategie della banca per promuovere una cultura della sostenibilità fra i dipendenti. Le risorse umane diventano Esg, perché «nel settore bancario, le persone sono l’asset non finanziario più importante».
L'Esg analyst del gestore di Parigi evidenzia le differenze di contesto e la carenza di dati in alcuni mercati. Per superare le rigidità di un processo standardizzato, la preferenza va sull'analisi qualitativa e sul confronto diretto con l'azienda
Zandbergen spiega che l’Esg è uno strumento utile per gli investitori, il cui obiettivo principale non è però l'impatto. Per questo il futuro dello Sri guarda all’impact investing e agli Sdgs, in un mercato ancora in crescita che attende il regolatore.
A tre anni dalla creazione del dipartimento Sri in Raiffeisen, Wolfgang Pinner, mette a fuoco il lavoro fatto. Lo sforzo è stato quello di integrare l'Esg nei fattori finanziari. E di farlo con un largo engagement. E partendo dalle radici mutualistiche della banca
Il manager della divisione di finanza responsabile di Natixis parla di segmento mainstream. La Cop21 ha stimolato l’attenzione sul cambiamento climatico. Ma il panorama degli investimenti si allarga a infrastrutture, impact investing ed engagement
Alle 11.30 al Salone del Risparmio gestito in corso a Milano parlerà Amy Domini, "la donna che ha lanciato il primo indice etico mondiale", come riassume il titolo della conferenza. L'incontro è stato organizzato da Etica sgr e sarà seguito passa passo via Twitter dall'account @ETicaNews con ashtag #amydomini.
Gli indici di sostenibilità hanno seguito, subito o segnato i cambiamenti più importanti degli ultimi 20 anni di storia. Hanno escluso le imprese sudafricane ai tempi dell'apartheid, riammettendole solo dopo che il Paese aveva fatto qualche passo nella direzione giusta. Hanno raccolto informazioni, confrontato dati, bocciato
Le piccole e medie imprese italiane «non sono consapevoli di muoversi spesso secondo criteri di sostenibilità, ma lo fanno. Anche se non lo comunicano bene». Per poter fare qualche passo in avanti su questo fronte, dunque, «è necessario individuare alcuni parametri che permettano a tutte le Pmi di presentare i risultati raggiunti