La moda italiana produce più rifiuti di tutti, evviva i rifiuti. Il paradosso emerge da uno studio di Intesa Sanpaolo. Il made in Italy, infatti, ha già iniziato a virare con abilità verso strategie sostenibili. Con grandi potenzialità circular
Al London College of Fashion’s Centre for Sustainable Fashion (Csf), dal prossimo anno accademico ci saranno anche corsi su tecniche di produzione che tengono conto della circular economy. E a partecipare […]
Si chiama Gucci Equilibrium ed è il sito appena lanciato dalla casa di moda italiana per rappresentare “il cuore della nostra missione di portare un cambiamento positivo per il futuro collettivo”, […]
L'App Moda Livre è stata creata da un gruppo di giornalisti brasiliani per scoprire in un attimo quali aziende di moda sono coinvolte in casi di "lavoro schiavo". Le marche monitorate sono 119 e quasi una su due è classificata nella lista "rossa", la peggiore
Prada non fa abbastanza per dimostrare che i prodotti non provengono dallo sfruttamento del lavoro nella filiera. Lo sostiene una pubblicazione di KnowTheChain che ha stilato una pagella per 20 marchi d’abbigliamento e calzature. Al primo posto si classifica Adidas
Per riconciliare il “fast fashion” con il concetto di sostenibilità e dignità del lavoro, l’industria tessile necessita di un ripensamento strategico. Per questo Impact Economy insieme al Forum per la […]
Nel 2016 l'azienda ha pubblicato il primo bilancio di sostenibilità dopo aver creato nel 2015 l'unità dedicata che riporta direttamente al board. «La sostenibilità diventerà sempre di più un aspetto della capacità di un brand di essere competitivo e desiderabile»
Il 58% dei Millennial crede che le aziende di moda non prestino sufficiente attenzione al tema sostenibilità. L’88% è convinto che dovrebbero comunicare in maniera più chiara e trasparente dove, da […]
Il premio ha lo scopo di raccogliere idee innovative con l'obiettivo di salvaguardare le risorse naturali del pianeta, chiudendo così il cerchio del settore della moda. In palio un milione di euro. In giuria Franca Sozzani
Debole sul piano della corporate governance e, paradossalmente, anche nella gestione dei rischi reputazionali. Marchi come Luxottica, Moncler, Tod's e Ferragamo vanno forte nel business, ma peccano in Csr. E perdono un'occasione