Nel private equity italiano i criteri Esg evolvono da vincolo regolatorio a leva di value creation. Secondo l'analisi della Junior Enterprise dell'Università di Roma Tor Vergata, cresce l'integrazione della sostenibilità nelle due diligence, nella gestione delle partecipate e nelle strategie di innovazione
Nel 2026 gli investimenti sostenibili nei private markets entrano in una fase di riposizionamento: meno strategie guidate dalla narrativa Esg e maggiore attenzione alla capacità della sostenibilità di incidere concretamente su ritorni, infrastrutture e materialità finanziaria
La crescente abbondanza di dati Esg sta trasformando l’analisi della sostenibilità nelle aziende non quotate, riducendo progressivamente il divario informativo ma sta anche contribuendo a richiedere ai private investor di aumentare la capacità di valutazione e rendicontazione per gli operatori e le aspettative degli investitori
La ricerca evidenzia come l'identità del private capital vada ancora costruita quando si parla di diversity. Un aspetto delicato, in un contesto economico in cui i capitali privati diventano motore trainante di un tessuto imprenditoriale di medie imprese italiano in fase di cambio generazionale
Uno studio del Club studentesco Università Padova analizza il micro private equity come strumento di crescita e transizione generazionale per le Pmi italiane. Al centro non solo capitale paziente e management, ma l’integrazione dei criteri Esg come fattore di governance, disciplina finanziaria e accesso a finanza agevolata
L’81% delle start-up europee dichiara di adottare pratiche responsabili, ma solo il 28% ne misura l’impatto con Kpi strutturati. Il primo European Responsible Start-up Practice Barometer evidenzia un divario tra impegno e misurabilità che interpella direttamente venture capital e investitori privati
Nei mercati privati, l’Esg smette di essere una voce di compliance e diventa una lente strutturale di valutazione degli investimenti. Secondo lo studio, nei processi di private equity la due diligence Esg incide sempre più su pricing, gestione del rischio ed exit, ridefinendo il ruolo dei board lungo l’intero ciclo di investimento
Nel private equity l’intelligenza artificiale ha ormai superato la fase di test, ma la sua adozione incontra ancora resistenze culturali. La vera sfida non è tecnologica bensì decisionale: integrare l’AI nei processi di investimento e nelle strategie Esg, superando modelli consolidati
Per la serie Esg.PrivateMarkets, Luca Duranti, ceo e managing partner di Alkemia Sgr, spiega a ETicaNews come l’Esg venga trattato come una vera disciplina di governance: integrata nei processi decisionali, nella gestione dei rischi, nella due diligence e nel monitoraggio delle partecipate lungo tutto il ciclo di investimento
Francesco Cosulich, fondatore e presidente del Comitato Investimenti di Compagnia del Gusto Holding, racconta un modello di investimento nel Food & Beverage in cui la sostenibilità è scelta originaria. Dalla valutazione dell’impatto sulla filiera alla gestione attiva delle partecipate, fino all’exit come passaggio di responsabilità