Le tre authority Eba, Eiopa ed Esma hanno pubblicato il documento di revisione dei regulatory technical standards del Sfdr. Sarà in consultazione fino a luglio. Vengono introdotti indicatori sociali e decarbon, nonché rivisti i Dnsh
Una Sgr di dimensioni piccole domina in termini di migliore ESG and SRI Product Offering, ed è l’unica a classificarsi come Leader, mentre il 48% si classifica nell’ultimo percentile. Tra il Best Case e il massimo possibile manca solo il 25%, mentre tra la media e il punteggio massimo c’è ancora il 77,3% di strada da percorrere
La Svezia ha lanciato un nuovo programma pensionistico da un trilione di corone svedesi (circa 87 miliardi di euro) dal quale saranno esclusi i fondi non Esg. Il nuovo quadro […]
La Bce, l’Eba, l’Eiopa e l’Esma hanno annunciato l’intenzione di introdurre nuovi requisiti di disclosure relativa ai cambiamenti climatici per i prodotti finanziari strutturati. Per le authority finanziarie i derivati potrebbero essere direttamente esposti a rischi climatici fisici o legati alla transizione.
Il Smsg, l'advisor di Esma, propone una definizione olistica di greenwashing e, in considerazione della diminuzione del numero di fondi articolo 9, lancia un monito sul greenbleaching, un fenomeno che potrebbe presto diventare un problema. Nel valutare il greenwashing, attenzione anche all'intenzionalità del gestore
Dopo due anni dall'entrata in vigore del Regolamento 2088, l'applicazione del livello 2 dell'Sfdr ha portato parecchio scompiglio in termini di riclassificazione Sfdr. Anche il mercato italiano vede in calo la quota di fondi articolo 9. Bene le regole, ma serve ancora maggiore chiarezza
Secondo una ricerca di Cbre Research, la normativa sta imponendo la misurabilità delle performance ambientali, ma anche sociali. Emerge già un favore degli investitori per gli immobili più allineati. Spunta anche un fattore "living" per i dipendenti
Uno studio ha analizzato le società incluse nei fondi “dark green” classificati Articolo 9 del Sustainable Finance Disclosure Regulation. I risultati hanno messo in luce il rischio di potenziale greenwashing in questi fondi, a partire dai driver di inclusione e dalla scelta di considerare settori controversi
L'Assogestioni europea non è convinta sulle nomenclature dei fondi, mancando una definizione di “investimento sostenibile”, e sulle soglie di sbarramento, anch’esse soggettive e che non tengono in considerazione i liquidi e i derivati dei portafogli. La proposta potrebbe portare a maggiore confusione e “green-bleaching”
Il Securities and Markets Stakeholder Group pubblica il parere dato all'Authority che vuole associare i termini utilizzati nel nome alla strategia del fondo. Il gruppo evidenzia i punti di accordo e disaccordo. Questi ultimi riguardano soprattutto l'inserimento di soglie quantitative e l'utilizzo di criteri di esclusione