le nuove regole in vigore da gennaio 2027

Uk verso disclosure climatica obbligatoria

11 Feb 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Consultazione della Consob Uk per sostituire il principio "comply or explain" sul reporting Tcfd con un obbligo di disclosure in accordo con i futuri Uk Srs (ma senza Scope 3): approccio «pragmatico e proporzionale, che rifletta il grado di preparazione aziendale». Comply or explain anche per i piani di transizione

Uk verso la disclosure climatica obbligatoria, secondo lo standard Issb per le aziende quotate, e l’integrazione di tali informazioni nel bilancio di esercizio. La Fca (la Consob britannica) ha pubblicato a fine gennaio il Consultation Paper 26/5 “Aligning listed issuers’ sustainability disclosures with international standards” per sostituire e aggiornare le attuali regole per le società quotate in tema di disclosure climatica. L’obiettivo è allineare il reporting con gli attuali standard internazionali, adottando un approccio all’implementazione «pragmatico e proporzionale, che rifletta il grado di preparazione aziendale».

Al momento le società quotate in Uk sono sottoposte all’obbligo di rendere pubblico se fanno disclosure climatica allineata alla Tcfd o, in caso contrario, di spiegare perché non hanno adottato tale disclosure. Tuttavia, tale framework di reporting dal 2023 è finito sotto il cappello del neo costituito International Sustainability Standards Board (Issb) nato nel 2021 per rispondere alla necessità di uniformare l’ampio e frammentato panorama dei framework sul reporting climatico. Allo stesso tempo, il governo britannico sta lavorando alla versione Uk degli standard Issb (Uk Srs, la cui consultazione è stata lanciata a luglio 2025), insieme ad altre 39 giurisdizioni internazionali che hanno adottato o pianificano di adottare gli Issb.

In questo quadro, per uniformarsi a tali evoluzioni, la Fca ha avviato la consultazione per sostituire le regole esistenti allineate alla Tcfd con nuovi obblighi di rendicontazione con riferimento ai futuri Uk Srs. «Ci rendiamo conto – afferma la Fca nel Consultation Paper – che le raccomandazioni Tcfd diventeranno obsolete man mano che i Paesi si muoveranno per allinearsi verso i nuovi standard. In linea con l’approccio Issb, ci focalizziamo sulla disclosure di quelle informazioni che ragionevolmente potrebbero impattare sulle prospettive delle aziende e quindi che sono utili agli investitori». Il driver principale che muove l’Authority è infatti rispondere alle necessità degli investitori su disclosure rilevanti e robuste a livello di come i rischi e le opportunità climatiche potrebbero impattare sulla performance aziendale e sul suo valore di mercato, mantenendo però la consapevolezza sul livello di maturità delle pratiche di reporting del mercato. «Vogliamo raggiungere il giusto equilibrio tra potenziare la trasparenza e mantenere proporzionalità proponendo un approccio “comply or explain” per alcune degli aspetti più sfidanti o più nuovi del reporting», ha sottolineato la Fca facendo esplicito riferimento ai dati di Scope 3.

In particolare, la Fca ha intenzione di proporre, per le aziende rientranti nell’obbligo, un reporting obbligatorio rispetto allo standard Uk Srs S2 che copra la disclosure climatica e riguardi tematiche dove il reporting è già elevato tra le aziende. Per i dati di Scope 3, invece, l’Authority propone di mantenere un reporting “comply or explain”. Allo stesso tempo, propone un reporting “comply or explain” anche per lo standard Uk Srs 1 che riguarda tematiche di sostenibilità più ampie (non climatiche) e che «sarebbe nuovo per molte delle aziende quotate e quindi potrebbe porre sfide». Le società saranno comunque tenute a fare disclosure in linea agli elementi presentati nello standard Uk Srs 1 quando pertinenti alle informazioni relative al clima.  In accordo con lo standard Uk Srs S1 paragrafo 60, le informazioni dovranno essere incluse nel bilancio annuale dell’azienda, sebbene l’azienda possa scegliere dove collocarle (e ne debba dare indicazione).

Lo standard Uk Srs S1 stabilisce i requisiti generali di contenuto che si applicano alle informazioni relative alla sostenibilità laddove non esistono standard specifici. Attualmente, l’unico standard specifico per argomento è l’S2 sul clima. Lo standard Uk Srs S1 invita gli emittenti a prendere in considerazione varie fonti di orientamento internazionale, tra cui gli standard del Sustainability Accounting Standards Board (Sasb) e gli standard del Climate Disclosure Standards Board (Cdsb) sulle informazioni relative all’acqua e alla biodiversità a supporto dello standard. Lo standard Uk Srs S2 stabilisce requisiti specifici relativi ai rischi e alle opportunità legati al clima. Questa parte dello standard è sostanzialmente in linea con le raccomandazioni del Tcfd, ma richiede anche ulteriori dettagli in alcuni ambiti. Un esempio è la rendicontazione delle emissioni di Scope 3 (emissioni indirette di gas serra nella catena del valore dell’entità) e qualsiasi informazione sui piani di transizione legati al clima di cui si sia dotata la società. Richiede inoltre di divulgare metriche basate sul settore.

Per quanto riguarda la predisposizione di piani di transizione, la Fca riconosce che l’obbligatorietà  è una decisione che spetta al Governo, tuttavia «dal momento che gli investitori trovano tali informazioni utili», propone che le società diano disclosure sulla pubblicazione o meno di un piano di transizione e, in caso contrario, la ragione per cui non l’hanno pubblicato. Allo stesso tempo, dovranno fare disclosure se hanno ottenuto una assurance di terzi sulla reportistica di sostenibilità.

Per le nuove regole di disclosure, Fca intende mantenere il focus su quelle aziende che sono al momento soggette alle regole di disclosure allineate alla Tcfd (le aziende che rientravano fino al 2024 nel segmento premium e standard, poi confluiti in un unica categoria per le aziende commerciali). Si tratta di cinque categorie di società: le azioni ordinarie di società commerciali; le azioni della categoria transitoria (non soddisfano ancora pienamente tutti i requisiti delle equity shares ma sono in fase di adeguamento); le azioni senza diritti di voto o i titoli assimilabili alle azioni ma con diritti limitati; le società estere con quotazione secondaria; i certificati di tipo depositary receipts (Adr, Gdr, etc). Per evitare le duplicazioni, alle società internazionali con sede di quotazione principale in un’altra giurisdizione verrà chiesta trasparenza sui requisiti e gli standard applicati nel Paese di quotazione, su un’eventuale applicazione su base volontaria e sull’esistenza o meno dell’assurance al reporting di sostenibilità.

La consultazione si chiuderà il 20 marzo. A seguito dei feedback ricevuti, la Fca si prefigge di pubblicare un Policy Statement nell’autunno 2026, che sarà finalizzato in accordo alla versione finale degli Uk Srs attesa nei prossimi mesi. Le nuove regole dovrebbero entrare in vigore per gli esercizi societari che iniziano dal primo gennaio 2027.

Elena Bonanni

0 commenti

Lascia un commento

Translate »