Usa (ancora) in pressing contro Csrd e Csddd
Gli Stati Uniti hanno minacciato di intraprendere azioni contro l’Unione europea se Bruxelles non ridimensionerà le proprie normative in materia di ambiente e diritti umani. Come riportato nella rassegna stampa di questa settimana, secondo Washington, infatti, le norme sul reporting di sostenibilità del blocco penalizzano ingiustamente le aziende americane. Al centro della controversia ci sono in particolare la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (Csddd), che impone alle grandi aziende di affrontare le violazioni dei diritti umani e i danni ambientali legati alle loro attività e catene di approvvigionamento, e la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), che obbliga le società a divulgare informazioni relative alla sostenibilità.
Bruxelles ha ridimensionato entrambe le norme attraverso il processo di semplificazione dell’Omnibus, ma non ha accolto la richiesta di Washington di esentare le aziende statunitensi dal loro ambito di applicazione. Nella lettera di commento alla Commissione europea (scarica qui il pdf), il governo statunitense evidenzia in particolare le preoccupazioni legate alla portata extraterritoriale delle norme e agli oneri derivanti dagli obblighi di due diligence lungo la catena di fornitura, con un riferimento specifico al principio della doppia materialità adottato dall’Ue, che considera sia gli effetti dei temi di sostenibilità sull’impresa sia gli impatti dell’impresa sull’ambiente e sulla società. Secondo gli Usa, questo approccio, diverso dallo standard di materialità finanziaria adottato nel contesto statunitense, potrebbe ampliare il carico di reporting per le aziende non europee con legami limitati con il mercato Ue. Per questo, gli Usa hanno affermato che l’Ue «non ha risposto appieno alle preoccupazioni statunitensi» e che «adotteranno tutte le misure necessarie per affrontare gli oneri irragionevoli che gravano sul commercio Usa».
anti-esgcsdddCsrdet.politicaOmnibusrendicontazione