Banca d’Italia presenta il suo Piano di transizione
Banca d’Italia ha pubblicato, lo scorso 29 gennaio, il suo “Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici”. Il documento, il primo del suo genere da parte di Via Nazionale, definisce strategia e azioni per ridurre progressivamente l’impronta carbonica delle operazioni aziendali dell’Istituto e per rafforzare la resilienza ai rischi climatici dei processi di lavoro, in linea con gli obiettivi fissati a livello europeo e internazionale.
Aderendo all’Accordo di Parigi, si legge in una nota, e per effetto della legge europea sul clima (Reg. UE 2021/1119), infatti, gli Stati membri e le istituzioni europee sono impegnati a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e ad assicurare continui progressi nel miglioramento della capacità di adattamento, nel rafforzamento della resilienza e nella riduzione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici.
Il Piano di transizione (redatto in linea con i principali standard a livello europeo e internazionale e le migliori prassi adottate da altre banche centrali) si propone di raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050, con una riduzione del 90% rispetto al 2019 e la rimozione delle emissioni residue. Si tratta di emissioni connesse con le sole operazioni aziendali (sono quindi escluse quelle imputabili agli investimenti finanziari).
Sono previsti anche due obiettivi intermedi da raggiungere entro il 2035: una riduzione di due terzi delle emissioni dirette (scope 1) e indirette da energia acquistata (scope 2); e una riduzione del 40% delle altre emissioni indirette (scope 3).
Di seguito, la prima parte dell’introduzione firmata dal Governatore Fabio Panetta.
«I prossimi anni assumono un’importanza cruciale per la lotta ai cambiamenti climatici. Gli sviluppi recenti in ambito internazionale segnalano un affievolirsi dell’impegno dei principali Paesi su questo fronte. Anche in Europa sono in corso di revisione alcune normative chiave in materia di transizione per far sì che essa sia graduale e ordinata e che tenga maggiormente conto delle possibili implicazioni sul tessuto sociale ed economico, in particolare per i soggetti più vulnerabili. Resta fermo l’indirizzo affinché nel corso del prossimo decennio le emissioni nette di gas serra diminuiscano sensibilmente, per azzerarsi entro il 2050. È un impegno che dobbiamo alle generazioni a venire e a tal fine è importante lo sforzo di tutti gli attori coinvolti – imprese, cittadini, istituzioni.
Al tempo stesso, dobbiamo essere preparati al fatto che, anche se avremo successo nel ridurre le emissioni, gli effetti del cambiamento climatico continueranno per decenni. Per questo motivo le iniziative di decarbonizzazione vanno accompagnate da misure di adattamento miranti a limitare le conseguenze dei cambiamenti climatici cui la Banca d’Italia, come tante altre imprese e istituzioni del Paese, è esposta in modo crescente.
Da tempo la Banca d’Italia lavora per ridurre il proprio impatto ambientale e aumentare la propria resilienza ai cambiamenti climatici. Il Rapporto ambientale, che abbiamo iniziato a pubblicare nel 2010, è confluito nel 2025 nella Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità , che redigiamo in conformità con i criteri della direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità .
Il Piano di transizione che oggi condividiamo con il pubblico rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di mitigazione e adattamento della Banca ai cambiamenti climatici».
Banca d'ItaliaFabio Panettapiano di transizione
